Insulti ai vigili su Facebook: 61enne a giudizio
In un suo post e su un gruppo del social network usò espressioni pesanti e volgari contro la polizia municipale: c’è la diffamazione?
Un modenese di 61 anni si trova sotto processo per diffamazione aggravata per aver insultato pesantemente la polizia municipale di Sassuolo con epiteti pensati e ingiuriosi. Si tratterà di capire se oltre all’offesa c’è anche diffamazione, come scorge il comando della municipale che lo ha denunciato.
Ieri mattina nell’aula del Tribunale, in apertura del processo, sono comparsi due agenti della municipale. Davanti al giudice hanno spiegato la genesi di quel post di due anni fa ora al centro del processo. L’uomo aveva preso molto male una multa e fin da subito si era lamentato in modo plateale con gli agenti.
A casa, non gli è passata. E il 27 aprile 2016 sulla sua pagina Facebook aveva pubblicato un post pieno di espressioni volgari (ovviamente qui irripetibili). Alludeva a qualche interesse occulto nel dare le multe: «Fate solo cassa per i Comuni». E alla fine: «Se tanti la pensano allo stesso modo ci sarà un motivo».
Poco dopo ha condiviso lo stesso post mettendolo sul popolare gruppo Facebook “Sei modenese se”.
Utilizzando uno spazio pubblico con tanta visibilità in ambito provinciale, il post a quel punto non poteva sfuggire alla municipale additata dal multato. Infatti, venuto a conoscenza del post, il Comando ha scaricato il testo e lo ha consegnato all’avvocato del Comune che ha presentato un esposto in Procura per diffamazione aggravata.
Le indagini si son concluse con un rinvio a giudizio e ieri è iniziato il processo al 61enne, difeso dall’avvocato Antonio Grillenzoni.
Il caso è interessante perché da un lato indica che le offese non passano sempre inosservate o “in cavalleria”, come credono tanti “leoni da tastiera”. Soprattutto è interessate capire se, oltre alle evidenti espressioni volgari, piuttosto pittoresche, si configura la diffamazione, ovvero un comportamento che mira a offendere o denigrare una persona. In questo caso, oltre alla veridicità dei contenuti (oggetto del processo), anche per la continenza nell’uso delle espressioni.
Prossima udienza in febbraio: verrà a deporre la vigilessa che ha scatenato le ire dell’imputato. —
C.G.
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