L'assessore Urbelli: "Decreto sicurezza, rischiamo centinaia di irregolari in giro per Modena"
Presentato il piano di accoglienza per l'inverno, secondo l'assessore l'abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari farà lievitare il numero di irregolari sul territorio. "Proprio nei mesi invernali rischiamo che un significativo numero di persone sia buttato in strada, senza possibilità di sostentamento".
MODENA. Prenderà ufficialmente il via sabato 1 dicembre il Piano di accoglienza invernale 2018-2019 del Comune di Modena, anche se con l’irrigidirsi delle temperature sono iniziate già dallo scorso week end le uscite serali dell’Unità di strada dei volontari per rilevare la presenza di senza fissa dimora, portando aiuto e sostegno dove necessario.
Per alcune persone in difficoltà sono state anche disposte le prime accoglienze.
“Abbiamo definito le linee che individuano tre diverse tipologie per orientare le risposte ai bisogni ma anche definire le regole di ‘accesso’ ai servizi – spiega l’assessore al Welfare Giuliana Urbelli – e ampliato i posti disponibili grazie a finanziamenti europei. Nel 2018 la programmazione con il Terzo Settore ha consentito, malgrado la rigidità dell’inverno, di tenere la situazione sotto controllo; siamo stati ad esempio tra i pochi capoluoghi a non utilizzare la sala d’attesa della stazione per l’accoglienza straordinaria. Ma siamo molto preoccupati – sottolinea Urbelli - delle ripercussioni che potranno avere le politiche di questo Governo. Il decreto Sicurezza depotenzia il sistema Sparar considerato da tutti i Comuni un modello di accoglienza virtuoso, favorendo le grandi strutture di prima accoglienza dove andranno a confluire numeri ancora maggiori a scapito di qualsiasi tentativo di integrazione. E l'abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, in assenza di una seria politica di rimpatri, farà lievitare il numero di irregolari sul territorio, scaricandone tutto il peso, sociale ed economico, sulla cittadinanza modenese. Proprio nei mesi invernali rischiamo che un significativo numero di persone sia buttato in strada, senza possibilità di sostentamento. Non conosciamo né i tempi né i modi in cui ciò potrà accadere, e questo ancora una volta va a scapito della programmazione, ma se per quanto aumentati rispetto al fabbisogno rilevato lo scorso inverno, i posti programmati per l’accoglienza saranno insufficienti, avremmo bisogno di fare fronte comune con la Protezione civile, la Caritas, le associazioni di volontariato per approntare soluzioni d’emergenza che avremmo voluto in ogni modo evitare”.
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