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Modena, sos da negozi e artigiani: "Non ci sentiamo sicuri"

Modena, sos da negozi e artigiani: "Non ci sentiamo sicuri"

Emerge un quadro molto chiaro dall'indagine effettuata da Confcommercio Sono alte le percentuali di chi esprime sfiducia nell'efficacia delle leggi vigenti e individua nella presenza di venditori abusivi, negozi sfitti, edifici o aree abbandonate, arredo urbano degradato, spaccio i principali fenomeni problematici dell'area in cui viene esercitata l'attività.  Sfoglia l'indagine completa

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MODENA. Rimane forte, tra gli imprenditori della nostra provincia, la percezione di insicurezza, con particolare riferimento a furti, abusivismo e contraffazione e situazioni di degrado. Sempre più imprese ritengono che la certezza della pena, leggi più severe, oltre ad una efficace protezione sul territorio da parte dei tutori dell'Ordine, siano leve fondamentali per aumentare i livelli di sicurezza delle nostre città.

Insomma emerge un grido di aiuto verso le autorità, a tutti i livelli, ad intervenire in modo radicale per rendere sicura la città

Sono alte le percentuali di chi esprime sfiducia nell'efficacia delle leggi vigenti e individua nella presenza di venditori abusivi, negozi sfitti, edifici o aree abbandonate, arredo urbano degradato, spaccio i principali fenomeni problematici dell'area in cui viene esercitata l'attività.

Viene confermata la forza delle 'nuove' frontiere dell'abusivismo, con particolare riguardo alle attività di ricettività alberghiera 'parallela', ristorativa, di intrattenimento, di organizzazione dell'accoglienza turistica e di intermediazione immobiliare.

E' questo, in sintesi, il quadro messo in luce dall'indagine 2018 condotta da Confcommercio, che ha analizzato i fenomeni criminali sofferti dalle imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dell'artigianato e dei trasporti.

Questi i principali temi trattati dall’articolata indagine: la percezione sull’andamento della criminalità (furti, rapine, contraffazione, estorsioni, usura), le misure di prevenzione e tutela adottate, le iniziative ritenute più efficaci per la sicurezza delle imprese, la percezione sulle leggi che contrastano i fenomeni criminali, i problemi del territorio.

 Con riferimento a furti, contraffazione e abusivismo, rapine e usura, tuttora il 47% dei 200 commercianti intervistati quest'anno (contro il 51% nel 2017) ritiene che i livelli di sicurezza siano peggiorati. Quindi, c'è un leggero calo nella quota di chi dice di non sentirsi sicuro, ma secondo l'associazione il quadro generale non cambia. La situazione, infatti, viene definita in linea alla recente indagine sulla qualità della vita di Italia oggi, che ha assegnato alla provincia di modena il 60esimo posto, in peggioramento sul 2017. Inoltre, comunque, per il 47% del campione confcommercio la sicurezza è rimasta "stabile" (l'anno scorso era il 42%) mentre per il 6% "è migliorata".


I furti si posizionano sul gradino più alto della classifica Confcommercio (secondo il 62% del campione): seguono l'abusivismo (per il 53%), la contraffazione (per il 37%), le rapine (per il 25% contro il 33% dello scorso anno). Più bassa è la percezione di aumento di altri fenomeni: usura (10%) e estorsioni (8%). Tra l'altro, nel territorio i problemi maggiormente avvertiti dalle imprese sono l'abusivismo commerciale o le "attività dietro le quali si cela possibile illegalità" (53%), la presenza di negozi sfitti da tempo (52%), di edifici abbandonati e di degrado (41%), di spaccio o prostituzione (30%), di accattonaggio (15%).

 

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