Sassuolo . Gli “spiriti” del legno che prendono vita nell’isola di Dionisio
Nel laboratorio dove riprendono vita i vecchi giradischi una volta la settimana, col coltellino, si intagliano tronchi
SASSUOLO. Il laboratorio di Dionisio Ferrari si trova a Sassuolo, in via Montefiorino 18. Qui viene ridata voce a radio, stereo, giradischi, vecchi mobili con l'anima di valvole e transistor, che per motivi vari quella voce l'hanno persa.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.30002843:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.30002843:1650058523/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
“In questo momento noi stiamo parlando e lei riesce ad ascoltare la musica che arriva da quel giradischi – dice - In un posto normale bisognerebbe alzare il volume. Non è antipatia per il presente: semplicemente la musica di oggi usa frequenze studiate apposta per isolare. Per accelerare i battiti, per creare determinate connessioni tra le sinapsi, sollecitandole in un certo modo. Quella di quei tempi lì, invece, serviva a riempire lo spazio unendo le persone nell'ascolto e nella condivisione della quotidianità. Non è questione di stili e mode musicali”.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.30002842:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.30002842:1650058523/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
“Mio nonno – continua - era musicista e falegname. Sono cresciuto tra il profumo del legno e gli spartiti musicali. Mia mamma era violinista. Da giovane facevo follie per la musica poi ho avuto un problema con l'apparato uditivo. E così, ho imparato a trasformare la musica in numeri. Niente di che, sono leggi fisiche. Per rispondere ai desideri dei clienti, fosse alzare il livello percepito di una nota o arrotondare il suono dei bassi, ho imparato a tradurre i suoni in numeri. Così potevo rispondere a ciò che mi veniva richiesto. Erano tempi in cui anche un piccolo artigiano di un quartiere sconosciuto di una cittadina di provincia poteva essere ascoltato. Assemblavo come si faceva allora. Poi ho lavorato con aziende leader nella produzione e vendita di casse acustiche, quando assemblarle è diventato troppo costoso. Non valeva più la pena. Si stava passando dai prodotti realizzati per durare a quelli acquistati per consumarsi in un attimo o quasi.”
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.17484447:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.17484447:1650058523/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
“Però adesso da qualche mese sono in pensione” dice. “Qui, una sera a settimana, ci si incontra per ascoltare il silenzio e fare amicizia col legno. In dotazione un coltellino, uno solo. Ci troviamo dopo cena, alcuni vengono da lontano, ognuno si trova davanti a un piccolo pezzo di legno e in compagnia di se stesso. Qui si fa intaglio, non scultura. Si impara a “sentire”, perché quando la lama entra in quel piccolo pezzo di tronco apparentemente tenero, non si può più “vedere”. E noi con tutto il rumore che ci circonda e ci entra dentro abbiamo dimenticato come si fa, a sentire”. E aggiunge “Qui sembra una bolla, non si sentono auto, non c'è inquinamento acustico... e neanche elettromagnetico... La storia di questo quartiere è particolare”.
“Non mi sono mai mosso di qui” aggiunge. “Fino a qualche anno fa aveva una sola via per entrare e uscire. Un quartiere protetto – e nascosto – dal primo argine del fiume Secchia da una parte e dalla ferrovia. Un intero quartiere costruito lì dove il fiume quando si arrabbiava esondava. Erano terre che non voleva quasi nessuno. Nel quasi c'erano i più poveri, c'erano quelli che di lavoro andavano a prendere la ghiaia del Secchia, che avevano famiglie da mantenere e schiene piegate e fatica e umidità nelle mani e nelle ossa. Noi siamo cresciuti così, isolati, tra il fiume e la ferrovia. La chiesa e la sede del partito. Poveri, ma non d'ingegno”. Prossimo laboratorio di intaglio stasera. Info: 0536 802236.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

