Finalmente il nuovo sito strumento fondamentale però “non sa” l’inglese
Un punto a favore la Fondazione musei l’ha portato a casa ed è il nuovo sito internet raggiungibile all’indirizzo www.fmav.org. Attivo da qualche giorno era atteso, in quanto la vetrina digitale...
Un punto a favore la Fondazione musei l’ha portato a casa ed è il nuovo sito internet raggiungibile all’indirizzo www.fmav.org. Attivo da qualche giorno era atteso, in quanto la vetrina digitale ormai è indispensabile anche nel “gioco” della cultura. La Fmav è attiva da oltre un anno anche se molti contenuti non sono ancora presenti sulla piattaforma digitale. Molto positiva è la scelta del nuovo logo della Fondazione, che spazza via ogni dubbio sulla operazione voluta da Fondazione Cassa e Comune.
I loghi della della Civica, del Museo della Figurina e di Fondazione Foto - com’era inevitabile nonostante le promesse della vigilia fossero altre - sono spariti. Segno che chi diceva che le storie dei tre istituti si sarebbero concluse con la decisione presa da Modena tutto sommato prevedeva semplicemente quel che è accaduto. Il sito si apre con i link alle tre istituzioni “figlie” che rimandano a poche righe della gloriosa storia dei tre musei. Quello della Civica, una delle prime gallerie pubbliche in Italia e per questo, fino ad ora almeno, vanto per generazioni di studiosi e appassionati è il seguente: “Attiva dal 1959, la Galleria Civica di Modena, storica istituzione pubblica della città, è da oltre 50 anni uno dei centri di produzione culturale più autorevoli nel panorama nazionale dell’arte contemporanea”. Il sito rimanda poi alle mostre attualmente aperte nelle varie sedi di Fmav: “Ryoichi Kurokawa. al-jabr (algebra), “Jon Rafman. Il viaggiatore mentale” e “Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza” con orari e informazioni pratiche e i testi già diffusi a suo tempo nei comunicati stampa. C’è poi un link che rimanda alla nuova fondazione e alle collezioni degli istituti (anche qui testi brevissimi e didascalici), un altro alle mostre passate e un terzo dedicato alla formazione e alla didattica per bambini e adulti. Ma sempre testi generici, senza approfondimenti o rimandi. E poi c’è il link allo shop online, segno di “modernità” che comunque rimanda ancora allo store di Fondazione Fotografia. Infine il problema maggiore, visto che il sindaco parlava ieri di sviluppo internazionale: il sito è solo in italiano. —
S.L.
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