Gazzetta di Modena

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LAMA E MONTECRETO 

Fusione, la Lega e il Comitato del No «Niente voltafaccia»

D.M.

Il fronte del No alla fusione Lama Mocogno-Montecreto incalza mentre ormai il tempo è agli sgoccioli per l'ora della verità: la convocazione del Consiglio comunale in cui Montecreto dovrà dire l'ultim...

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Il fronte del No alla fusione Lama Mocogno-Montecreto incalza mentre ormai il tempo è agli sgoccioli per l'ora della verità: la convocazione del Consiglio comunale in cui Montecreto dovrà dire l'ultima parola (entro 60 giorni dal 7 ottobre). A seguito della vittoria del No per 32 voti, la Regione infatti ha demandato all'organo di rappresentanza il pronunciamento definitivo del territorio. Solo a Montecreto il Consiglio è chiamato a esprimersi: a Lama non è necessario, avendo vinto il Sì. Il comitato del No in una nota evidenzia, in caso di voto del Consiglio difforme da quello referendario «il rischio concreto di svilire definitivamente il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni». «A quanti altri penosi voltafaccia dovremo ancora assistere nelle prossime settimane su questa vicenda?» rilancia, sottolineando che «rimane e rimarranno comunque agli atti i voti referendari e la corposa astensione alle urne del Comune più popoloso, che non potranno essere cancellati da questi inverosimili espedienti o dal cambio delle regole a risultato acquisito solo per raggiungere un obiettivo voluto dalla politica e non dal popolo». Sul fronte della Regione, dà fuoco alle polveri il leghista Stefano Bargi: «Ormai – dice - è più che evidente: sulle fusioni il Pd vuole calpestare la volontà popolare per imporre le proprie decisioni. L’iter partecipativo e il referendum erano solo una farsa. A Lama e Montecreto la volontà popolare verrà ignorata, con un atto gravissimo che scredita non solo questo ma tutti i percorsi partecipativi futuri». Chiede quindi un pronunciamento ufficiale allo stesso presidente Bonaccini: «È ora che anche lui ci metta la faccia: chiediamo al presidente di esprimersi sulla scelta del suo partito di ignorare la volontà popolare per imporre una volontà di partito. Che senso possono avere le consultazioni referendarie se il giorno dopo i democratici a cui non è piaciuto l’esito cambiano le carte in tavola?». Pungolato anche il consigliere Pd Giuseppe Boschini: «Si era speso per garantire un percorso partecipato: che cosa ne dice di questa volontà del Pd di calpestare l'espressione consapevole dei cittadini attraverso il voto? Per quale motivo il Pd insiste tanto per realizzare la fusione? Ci sono forse interessi economici nascosti dietro questo passaggio amministrativo?». —

D.M.

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