«La gang dei ragazzini specchio dell’assenza di valori e educazione»
Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet protagonista di una lezione agli studenti dell’istituto Cavazzi Sorbelli
Ha sicuramente lasciato il segno il doppio passaggio di Paolo Crepet a Pavullo. Il famoso psichiatra, sociologo e scrittore è stato protagonista martedì sera del meeting organizzato al cinema (300 persone) dal Lions Club Pavullo e del Frignano per la consegna delle borse di studio e ieri mattina all'istituto Cavazzi Sorbelli, dove ha incontrato i ragazzi di quinta (250). Un momento già molto atteso quello del confronto con l'educatore e la sua verve, ma lo è stato ancora di più alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno spinto un po' tutti i genitori a una riflessione: la denuncia la settimana scorsa di quattro ragazzini di buona famiglia sorpresi dai carabinieri a rubare auto e a correre di notte senza patente. Ed infatti Crepet non ha mancato di citare l'episodio nel primo dei due dibattiti dedicato in modo particolare ai genitori, mentre il secondo è stato un faccia a faccia con i ragazzi. Il “fattaccio” è servito per un nuovo forte richiamo all'urgenza di ritrovare fondamenta educative e il compito proprio della genitorialità, senza scusanti: «So che l'altro giorno ci sono stati qui dei ragazzini che sono arrivati a fregare delle macchine, a rischio di ammazzare qualcuno andando in giro di notte – ha sottolineato – bene, sapete come si comunica oggi questa roba qua? Ragazzate. Se capita agli altri si dice “oh Madonna!”, se succede a tuo figlio è una ragazzata. “Eh, cosa vuoi che sia se un 16enne ha fregato la Panda... Succede...”. Capite cosa dicono i genitori davanti ai figli? “Eh ma dai, su...”». Ma questa «mancanza di buon senso educativo» conduce al burrone dove finiscono complici genitori e figli: «Cosa volete che vi dica: prima o poi ci fermeremo, a forza di rotolare giù». Quali antidoti a queste derive, Crepet ha esortato a recuperare nelle proprie vite coraggio e passione (a cui ha dedicato i suoi due ultimi libri), intimamente legati «perché il coraggio non può esserci senza passione e la passione non può esistere senza coraggio». «Si sente dire sempre che nella vita bisogna avere soldi, raccomandazioni e fortuna: non c'è niente di più falso – ha ammonito – i soldi non hanno mai fatto venire le idee, semmai succede il contrario». L'ossessione dei genitori nel dare e proteggere i propri figli alla fine li “uccide”, perché finiscono sedotti dalle comodità e «perdono la fame di orizzonti: i nostri figli invece dovrebbero essere dei mangiatori di orizzonti come l'Ulisse di Dante». «Spesso – ha ripreso - sento dire ai padri: “Ma io non ho mai fatto mancare niente a mio figlio”. Gli rispondo "dovevi invece fargli mancare qualcosa da bambino per portarlo a desiderare. Se non desideri niente, come fai a inventarti una passione?». Ma anche a scuola sono stati rivolti richiami forti: «Cercate le incertezze, quello che non sapete. Uscite dall'ipertutela che vi rende fragili. Nello scegliere un lavoro, un mestiere, scegliete quello che non vi fa dormire la notte, non quello che vogliono gli altri, se non volete una vita da frustrati. E voi insegnanti dovete capire quali sono le passioni degli studenti: non mortificatele ma spronate a seguirle. E fate acquisire autostima, perché se una persona non si ama, non potrà mai portare amore nel mondo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
