«Migranti, col decreto Salvini 300 irregolari sulla strada»
Se passa la legge le coop sociali non avranno i fondi per gli stranieri in attesa del “visto umanitario”. Emergenza gelo: spesa di 300mila euro, 100mila dalla Ue
Merendine e tè caldo ma soprattutto volontari e assistenti sociali per intercettare chi dorme sulle panchine per trovare un posto letto in uno degli ostelli d’emergenza allestiti tra il Comune, il Ceis e la Caritas con Porta Aperta.
È questa in buona sostanza la strategia del “Piano freddo” per l’inverno elaborata in piazza Grande, con gli occhi puntati sulla terra di nessuno delle aree del degrado vicino al centro. Ma al tempo stesso con l’ansia di doversi ritrovare fra una manciata di giorni con il problema moltiplicato per dieci per quello che si sta decidendo a Roma.
«La legge del governo approvata al Senato e a breve in arrivo al Parlamento sul blocco dei fondi per i migranti che chiedono il permesso di soggiorno - ha sottolineato in conferenza stampa l’assessore Giuliana Urbelli - avrà una ricaduta immediata anche sul nostro territorio. Lo stop all’assistenza a chi chiede il soggiorno per motivi umanitari, e oggi accolti nelle strutture Sprar, priverà molti stranieri dei mezzi di sussistenza e quindi li troveremo sulle nostre strade e piazze quest’inverno. Una nostra previsione? Duecento, trecento persone almeno, che si ritroveranno senza cibo e senza tetto. Questo è uno scenario molto probabile».
Una stima prudenziale, pare di capire, per evitare allarmismi prematuri in attesa dell’approvazione della legge. Ma sui circa 1800 stranieri registrati e assistiti ufficialmente a Modena dalle varie cooperative sociali, quanti sono quelli che aderiscono allo Sprar (Sistema di Protezione per richiedenti Asilo)? E gli enti che li ospitano che faranno nel frattempo?
Li metteranno subito alla porta, non appena faranno i conti con le minori entrate, visto che non ci sono soldi per tenerli e mantenerli? L’effetto domino, che si innescherà da Roma con il blocco dei fondi destinati a questi migranti, arriverà in tempo reale in periferia, a Modena, scaricando il problema sui territori. Chi si farà carico di loro? Quanto al promesso rimpatrio, ai decreti di espulsione, chi li dovrà eseguire e con quali tempi?
Nel frattempo gli stranieri senza documenti, senza tetto e senza cibo non potranno neppure trovarsi un lavoretto perché saranno completamente irregolari in base alle leggi vigenti.
«Il piano di accoglienza preparato - spiega Massimo Terenziani, dirigente del settore Politiche Sociali del Comune - si riferisce a una fascia di adulti emarginati che ormai è radicata a Modena o che si trova sulla soglia di nuove povertà, senza una rete di protezione famigliare a cui fare riferimento. Tra le Unità di Strada che presidiano le zone critiche e i tre centri dove ospitare i senza fissa dimora, con una trentina di posti ognuno, siamo in grado di accogliere persone che non hanno un radicamento sul territorio, e per cui scatta un ricovero notturno temporaneo, e uno diurno dove le persone in caso di bisogno possono trovare non solo un pasto ma anche l’opportunità di una doccia calda e quella di lavare i panni. In più ci sono quelli con problemi di alcol o tossicodipendenza conclamata».
Già, i tossici. Quelli che sfuggiti sinora agli elenchi dell’assistenza e che l’hanno scorso si sono presentatio in massa, 50 sconosciuti in più da aiutare, e per cui c’è un’assistenza senza contropartite in modo da offrire uno spazio per la disintossicazione quando finirà l’emergenza freddo. E i soldi per questo programma? Circa 300 mila euro, di cui 110 mila da fondi europei, 50 mila dall’Ausl e 150 mila dal Comune. —
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