Palloncini bianchi e tante lacrime per la piccola Noemi
A Sorbara l’ultimo saluto alla bimba di dieci anni Un commovente “piedibus” con alunni e insegnanti
Si sono radunati alle 9,30, davanti alle scuole elementari di Sorbara, i compagni di classe di Noemi Nesi, la bambina di 11 anni stroncata da un arresto cardiaco domenica sera nella sua casa di via Della Quercia. C’erano gli amichetti della 5°A, gli alunni dell’altra quinta, i loro genitori, le insegnanti, la preside ed i volontari dell’Auser nel piedibus che lentamente si è mosso per le vie del paese fino a raggiungere i locali della parrocchia, gremiti, dove alle 10 si sono svolti i funerali. “Anche Noemi ne faceva parte: abbiamo pensato di salutarla così” ha detto la madre di un suo compagno di classe. È stato il pianto ed il grido “mamma” di Nicole, la sorellina di due anni, a rompere il silenzio quando la piccola bara bianca di Noemi è arrivata davanti all’oratorio. Una sofferenza straziante quella della madre polacca delle bambine, Roksana, sorretta dal marito Valentino e padre di Nicole, come dall’ex compagno Andrea, papà di Noemi, e dai nonni della bimba. Una cerimonia umana e dolce, in cui le parole dei salmi si sono mescolate ai ricordi personali di don Filippo. «All’ultima festa del Lambrusco ho portato alcuni ragazzotti al luna park - ha ricordato il parroco di Sorbara - e ho visto Noemi sul calcinculo da sola. Perché era coraggiosa, voleva dimostrare di riuscire a fare un giro su una giostra da grandi con le sue forze. Poi è arrivato il papà. E ricordo l’amore e l’orgoglio con cui l’ha guardato: Noemi sembrava una principessa». “Cara Noemi, eri una bambina affettuosa, bella, educata. Quando qualcuno stava male, stavi male anche tu” il pensiero di una sua compagna. “Eri gentile, avevi sempre tanti sorrisi ed abbracci per tutti. Non scordarti mai che noi ci saremo sempre” le parole di un’altra amichetta. «Noi docenti - ha detto una sua insegnante - abbiamo fatto esperienza della curiosità di scoprire gli altri di Noemi, della condivisione della sua voglia di vivere sprigionata dal suo sorriso. Ci ha insegnato ad essere aperti, solidali ed è su questo terreno fertile che continueremo a coltivare l’amore grande che ci ha dato». «Era una bambina fantastica, il nostro raggio di sole: illuminava la classe anche quando fuori nevicava. Le abbiamo dato tanto, ma ha dato di più lei a noi», il ricordo commosso di un’altra maestra. «Voglio esprimere tutto il mio dolore e stringermi forte alla famiglia», il messaggio di cordoglio della preside. . Tutti i presenti battevano le mani al suono della canzone preferita di Noemi, “Il ballo di Simone”, che è stata fatta ascoltare a fine cerimonia. Inclusa Roksana, lacerata dal dolore e dal pianto che nemmeno la vicinanza del marito, dell’ex compagno e delle amiche sono riusciti a placare; perfino la nonna che, abbracciando in lacrime la bara della nipotina, con una mano teneva il tempo su quel legno duro che gliel’ha portata via per sempre. Poi l’uscita del feretro sul cortile dell’oratorio. Dove i compagni di classe della bimba, con gli alunni delle scuole materne, hanno liberato decine di palloncini bianchi nell’azzurro ma freddo cielo novembrino che, ora, sarà un po’ più caldo grazie al sorriso di Noemi. —
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