Gazzetta di Modena

Modena

ISTRUZIONE E FUTURO 

Scuola, Distretto e occupazione Come orientarsi nelle scelte

Eleonora Alboresi

Tre le iniziative organizzate in città e rivolte agli studenti e alle loro famiglie L’assessore Savigni: «Vogliamo aiutare i ragazzi nel passo»

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Si avvicina un momento di scelte difficili per i ragazzi che frequentano la terza media e si apprestano a decidere in quale scuola superiore iscriversi. Per facilitarli in questo compito ed aiutarli ad avere un quadro completo sulle possibilità formative offerte dal Distretto e dalla provincia sono state organizzate in città tre iniziative aperte a studenti e famiglie. Le attività di orientamento hanno preso il via con un incontro con Ifoa e Camera di Commercio durante il quale sono state illustrate le numerose prospettive occupazionali del territorio. Tra i criteri da tenere in considerazione per decidere la scuola e capire se è meglio optare per un liceo, un tecnico o un professionale, infatti, farsi un’idea su ciò che effettivamente si vorrà fare “da grandi” è fondamentale sia secondo l’assessore all’istruzione Maria Savigni sia secondo i docenti e i genitori presenti alla terza edizione sassolese del “Salone dell’orientamento”. «Eventi di questo tipo – ha dichiarato la Savigni – hanno lo scopo di accompagnare i ragazzi in una scelta consapevole. In terza media è difficile avere già un’idea precisa su ciò che si vorrà studiare e diventare. I giovani che si apprestano ad affrontare una decisione così delicata devono interrogarsi e capire prima di tutto quali sono le loro inclinazioni e i loro desideri, ma devono anche, e sta qui l’appoggio che tentiamo di offrire, guardare la realtà che li circonda e scoprire le ricchezze di un territorio che può aprire tantissime porte». Contemporaneamente all’incontro al Palapaganelli, nell’aula magna del Volta si è tenuto un appuntamento a cura di “Informagiovani” dove un’esperta, Anna Rita Contatore, ha elencato tutte le possibilità scolastiche della provincia. Tra i temi emersi per la maggiore, quello del “lifelong learning” come conseguenza del fatto che il mondo in cui viviamo cambia sempre più rapidamente e quindi impone di “imparare per tutta la vita” e comprendere che il titolo di studio che si acquisisce è solo la prima tappa di un percorso che non finirà. «È molto dura – ha dichiarato Matteo Montagnani, professore dell’indirizzo di automazione elettronica al Volta – che ragazzi così giovani riescano a scegliere la scuola giusta. Un mio ex studente, per esempio, dopo essersi diplomato in elettronica è andato a studiare Scienze dell’Educazione Primaria all’università. I fattori che possono aiutare a decidere al meglio sono tantissimi, dalle passioni personali al lavoro. Se la regola di base è che chi frequenta il liceo deve per forza iscriversi all’università e chi opta per un professionale è destinato ad una carriera lavorativa immediata, la realtà oggi è che in qualsiasi scuola si impara ad imparare, ossia si studia per avere delle basi che aiutino a capire ciò che si farà lavorando». —

Eleonora Alboresi

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