Strozzata e gettata contro il treno in corsa L’indagine è conclusa
Prima l’avrebbe colpita nella zona cervicale e sotto la mandibola e poi le avrebbe compresso il collo fino a strozzarla. Una volta uccisa per asfissia, avrebbe trascinato il cadavere fino alla vicina...
Prima l’avrebbe colpita nella zona cervicale e sotto la mandibola e poi le avrebbe compresso il collo fino a strozzarla. Una volta uccisa per asfissia, avrebbe trascinato il cadavere fino alla vicina ferrovia dove passa la trafficatissima linea Milano-Bologna e avrebbe fatto sì che un treno in corsa la investisse sfigurandola e rendendo difficile la sua identificazione. Tutto questo per rapinarla di 700 euro, della borsetta, del cellulare e del giubbotto. Questa la ricostruzione presentata dal pm Katia Marino a conclusione delle indagini sull’orrendo omicidio avvenuto il 21 gennaio scorso dietro il Ponte di Sant’Ambrogio. Unico indagato - al quale è stata recapitata la notifica di fine indagini con l’avviso di garanzia e l’accusa di omicidio volontario - è il sardo Pasquale Concas, 50 anni, residente a Montale. Ha un passato pesante che in qualche modo ricalca questa storia: tanti anni fa aveva ucciso una donna in Sardegna per prenderle soldi.
Ora la difesa - avvocato Roberto Ricco e Marco Pellegrini - avrà modo di produrre documenti e eventualmente far ascoltare Concas al pm, (anche se Concas si è finora avvalso della facoltà di non rispondere). Dopodiché, se la difesa non chiederà un processo con rito alternativo, la Procura potrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio che prevede un processo in Corte d’Assise, una modalità che da anni non è praticata in Tribunale a Modena.
Ampia soddisfazione è stata manifestata ieri dal procuratore Lucia Musti per la fine di questa indagine per omicidio: «Abbiamo concluso l’indagine in dieci mesi e ricordo che l’indagato è stato arrestato quattro giorni dopo il delitto e che da allora, come misura cautelare, è in carcere».
L’indagine-lampo della Squadra Mobile è approdata ad elementi concreti in pochissimo tempo. Indizi stringenti sarebbero il posizionamento del segnale dei cellulari di Concas e della vittima - la prostituta Arietta Mata - nella stessa zona del delitto dove si erano appartati; e soprattutto le immagini della videosorveglianza che riprendono la Renault Scenic di Concas. —
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