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Caso-batterio killer Un’informativa a 10mila pazienti

La Regione prepara la comunicazione d’urgenza Salus Hospital: «Macchinari sempre controllati come indicato da Sorin»

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MIrandola. Il micobatterio Chimera, microrganismo che avrebbe causato la morte di due persone operatore al cuore, innesca la replica del Salus Hospital. «In riferimento ai pazienti operati presso Salus fra il 2011 e il giugno 2015 e segnalati in seguito alla presunta contrazione del Mycobacterium chimaera, su circa 2mila interventi cardiochirurgici eseguiti presso la struttura di Reggio - si legge nella nota - si evidenzia che attualmente sono stati presi in considerazione solo due casi. I pazienti cardiochirurgici coinvolti nell’indagine erano affetti da polipatologie e al momento non risultano ulteriori comunicazioni di casi accertati. All’epoca dei fatti, l’esistenza e la probabilità di esposizione al micobatterio tramite l’utilizzo di questi macchinari non poteva essere conosciuta. I macchinari sono prodotti dall’azienda Stockert di Friburgo. La manutenzione delle due macchine è stata eseguita dall’azienda distributrice italiana con cadenza annuale, seguendo le indicazioni per il trattamento dell’acqua con l’azione battericida e attenendosi a quanto indicato nell’avviso di sicurezza di Sorin del 2015. I rigorosi processi di sterilizzazione di ambienti, e personale preposto per tutto il periodo di impiego dei macchinari e dei macchinari stessi sono sempre stati eseguiti con accuratezza. E tutti i certificati di analisi sono sempre risultati negativi al Mycobacterium chimaera. Inoltre in seguito alle indicazioni ricevute sia dallo stesso fornitore, sia dall’Ausl i macchinari sono stati immediatamente dismessi. Si precisa infine che i decessi non sono avvenuti in ospedale».

Sul batterio killer intervengono anche Lega e 5 Stelle. «Non è rassicurante - denuncia il consigliere regionale del Carroccio, Gabriele Delmonte - apprendere che la Regione sta preparando un’informativa che invierà ai pazienti operati (si parla di 10mila persone) nelle cardiochirurgie che hanno richiesto l’utilizzo della macchina cuore-polmone considerando anche il periodo di incubazione del batterio». Giulia Gibertoni (M5s) chiederà invece, con una risoluzione, “in quali ospedali siano presenti questi macchinari e, in particolare, se quelli in dotazione in Emilia-Romagna sino stati sanificati come sollecitato dall’azienda produttrice”. —

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