Carpi, corteo senza donne La festa è annullata dopo le polemiche
Dawati Islami ha deciso di non celebrare il Natale islamico. Il presidente del circolo: «Non avremmo concesso la sala»
CARPI. Era rimasta in sospeso per qualche giorno, in attesa che l’Imam di Milano, tra i responsabili dell’associazione Dawati Islami, esprimesse il proprio parere sulla possibilità che la festa si svolgesse o meno. Poi, l’associazione stessa ha deciso di cancellarla, in seguito alle polemiche provocate dalla constatazione che alla manifestazione le donne non avrebbero partecipato.
Il Natale islamico, organizzato da Dawati Islami che si riunisce in via Caboto, non prevedeva la partecipazione delle donne. Un aspetto, questo, che aveva fatto sì che un’altra associazione islamica, Minaj ul Quran, prendesse le distanze, organizzando una festa per conto proprio, dove le donne erano presenti. Se le due associazioni, quindi, inizialmente avrebbero dovuto celebrare insieme la ricorrenza, è emersa la necessità, invece, di organizzare due feste separate. E così Dawati Islami aveva prenotato una sala al circolo Graziosi per celebrare il Natale islamico, il 2 dicembre, al pomeriggio, per conto proprio, come raccontato dalla Gazzetta.
«Noi eravamo già pronti al diniego, a proibire loro, cioè, di usare la nostra sala, dopo le polemiche che si sono rincorse nei giorni scorsi - commenta Raul Colli, presidente del Graziosi, in nome di quei valori che da sempre ispirano i circoli soci di Ancescao - Proprio stamattina (ieri per chi legge, ndr) ho avuto un incontro con l’amministrazione comunale, in seguito al quale si era deciso di diramare una comunicazione che ribadiva i valori del nostro circolo. Tuttavia, Dawati Islami mi ha preceduto. Li ho contattati e mi hanno comunicato che intendono cancellare la celebrazione del Natale islamico al Graziosi, prevista per il 2 dicembre. Così, la sala ora è libera».
Insieme al Comune è stato stabilito, inoltre, che in caso di future iniziative di questo tipo, verrà istituito un tavolo di confronto. «Verrà creato per evitare che situazioni come queste possano ripetersi - conclude Colli - Noi siamo all’insegna dell’apertura verso tutti, ma non devono essere infranti i valori che da sempre ci contraddistinguono».
Nel codice dell’Ancescao, che riunisce i circoli, è fatto divieto di discriminazione. Una discriminazione evidente che si verifica quando le donne non possono partecipare a un’iniziativa. —
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