Gazzetta di Modena

Modena

spilamberto. Denunciato un commerciante 38enne 

Finge rapina per non pagare gli alimenti alla ex

Stefano Totaro
Finge rapina per non pagare gli alimenti alla ex

«Tre banditi mi hanno picchiato e preso l’incasso». I carabinieri scoprono dalle telecamere che è tutta un’invenzione

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SPILAMBERTO. Non ce la faceva più a pagare gli alimenti all’ex moglie e con i fornitori del suo locale ormai aveva un buco da 30mila euro. Allora, stretto nella morsa del debito, ha giocato la carta della compassione, cercando di suscitarla in tutti quelli che avevano a che fare con lui, famigliari compresi. In questo modo, ne era convinto, per un po’ l’avrebbero lasciato stare, una sorta di armistizio dovuto, appunto, alla compassione nei suoi confronti. Chi vorrebbe infatti infierire su una persona che è appena stata rapinata dai tre banditi sotto casa, picchiata e derubata dell’incasso del locale? I carabinieri di Spilamberto hanno mandato all'aria il suo piano. Questo 38enne, italiano, gestore di un locale a Spilamberto, si trova ora denunciato per simulazione di reato, per aver inventato di essere stato rapinato la sera del 4 novembre. Verso le 22, sdraiato per terra e con i segni di una ferita alla testa, provocati da una forte botta, il commerciante aveva chiamato in aiuto suo padre e il 118, salvo poi rifiutare il trasporto in ospedale. Poco dopo sono arrivati i militari ai quali ha raccontato la sua rapina: dopo aver chiuso il locale, di cui aveva l’incasso in tasca, 250 euro, era passato al solito bar per fare quattro chiacchiere con gli amici. Poi, verso le 22, si era incamminato verso casa, nelle vicinanze. Appena è entrato nel cortile ha detto di essere stato afferrato da dietro per il giaccone e poi spinto contro al muro, in modo che lo urtasse con la testa. Stordito e ferito dal colpo, ha detto di essere caduto a terra.

Da terra ha così potuto vedere sei gambe, quindi tre uomini, vestiti di nero. Questi aggressori, descritti come alti sul metro e 85, gli hanno frugato nelle tasche e si sono allontanati con i soldi. Ha anche raccontato che probabilmente era stato notato all’interno del bar e che forse era stato seguito sino a casa.

I carabinieri iniziano ad indagare. Rintracciano i vari avventori del bar presenti quella sera, che effettivamente ammettono la presenza del 38enne nel locale, ma soprattutto i militari guardano tutte le telecamere che coprono la zona, pubbliche e private. Lui si vede nei filmati, ma non c’è traccia degli aggressori. Qualcosa non torna e il commerciante viene quindi convocato in caserma: l’interrogatorio non è di quelli lunghi, il 38enne alla fine vuota il sacco e racconta di essersi inventato tutto perché con l’acqua alla gola per i troppi debiti, per avere un po’ di tregua e per avere magari un aiuto dai famigliari. —

Stefano Totaro

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