Musei Civici verso il 2019 tra l’Egitto e il contemporaneo
Programma “esplosivo” quello del prossimo anno ai Musei civici che si estende dal periodo dell’antico Egitto fino al contemporaneo. Senza tralasciare la collaborazione su progetti di studio e...
Programma “esplosivo” quello del prossimo anno ai Musei civici che si estende dal periodo dell’antico Egitto fino al contemporaneo. Senza tralasciare la collaborazione su progetti di studio e valorizzazione con Venaria Reale di Torino, la Sapienza e le università di Venezia, Modena, Bologna e Torino. «Al centro - spiega la direttrice dei musei comunali Francesca Piccinini - mettiamo la cultura umanistica intrecciata con quella scientifica e operiamo sempre più strettamente con quanto avverrà al S. Agostino». Ecco un breve riassunto di quanto accadrà, a partire dal 16 dicembre quando aprirà “Io sono una poesia. Parole sui muri e le arti tra Modena e Reggio Emilia negli anni Sessanta”. Il 16 febbraio aprirà “Storie d’Egitto. La riscoperta della raccolta egizia del Museo” che valorizza questa antica raccolta formatasi a fine ‘800. A settembre, a Modena e Milano mostra su Oscar Sorgato cui seguirà un focus sui fumetti con l’Omino coi baffi Bialetti, Toto e Tata, Nick Carter. Infine la presentazione della collezione d’arte contemporanea di Giorgio Giusti con artisti come Chia, Man Ray, Rotella, Nanni Balestrini. E molti altri appuntamenti dedicati alla chiesa di Sant’Agostino, al cimitero monumentale di San Cataldo e di Aldo Rossi, a Giuseppe Graziosi e alle necropoli romane di Mutina. Da notare che i musei cittadini, ieri, e la Fmav il giorno precedente, hanno presentato in sequenza la loro programmazione per il 2019. Le differenze, sui numeri e sui contenuti, paiono evidenti visto che Fmav ha annunciato “solo” una mostra (con 30 gigantografie) di Franco Fontana, una con le figurine dello stilista Fiorucci e la consueta The Summer Show. Che ne pensa l’assessore Cavazza? «Entrambi sono programmazioni che prestano attenzione alle sinergie, ai giacimenti culturali, alle infrastrutture del sapere. Per le nuove istituzioni serve tempo e molto si vedrà anche al S. Agostino». —
S.L.
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