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Pd 2019, tornano i malettiani e il gruppo stoppa via Aristotele

Luca Gardinale
Pd 2019, tornano i malettiani e il gruppo stoppa via Aristotele

In attesa degli alleati, tutto il partito si compatta su Muzzarelli senza intoppi Sulle nuove case non c’è trattativa: se la proposta andrà in consiglio sarà bocciata

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Il pericolo è un po’ più verde (blu?) che giallo, anche perché con i “gialli” qualche tentativo di lavorare insieme c’è stato, almeno in Consiglio. Il che non significa che i Cinque stelle saranno alleati, ma che l’avversario da battere, almeno a Modena, continua a essere il centrodestra, ovvero «la Lega di Salvini, che farà da traino, i giovanardiani e quel che resta di Forza Italia».

Anche se non la chiama ancora “campagna elettorale”, il segretario cittadino Andrea Bortolamasi lancia ufficialmente la sfida del Pd per le elezioni più difficili di sempre, le amministrative 2019. E se la settimana scorsa i dem hanno strappato il via libera alla ricandidatura di Gian Carlo Muzzarelli, ora parte la fase uno dell’avvicinamento alle elezioni: un ciclo di incontri tra Pd e cittadini: si parte domani, con un banchetto davanti ai “Gelsi” di via Vignolese, mentre domenica Muzzarelli pranzerà in polisportiva insieme al circolo Modena est. Ma se il partito c’è e il candidato anche, al momento l’incognita principale è rappresentata dagli alleati: «L’obiettivo è quello di costruire una grande coalizione - spiega Bortolamasi - un’ampia alleanza per Modena che partendo dal Pd si allarghi alla società civile e alle migliori energie della città». Obiettivo non facile da raggiungere, se si pensa che a sinistra Leu non nascerà, mentre le sue componenti storcono il naso (Mdp) o saranno all’opposizione (Sinistra italiana), e con i comitati ambientalisti non va certo meglio.

«Le forze di sinistra stanno affrontando una fase di travaglio - riprende Bortolamasi - e la cosa non mi fa certo piacere, perché non le ho mai viste come avversarie. Detto questo, con Mdp, che resta una forza di maggioranza, abbiamo portato avanti un dialogo, e pensiamo che ci sia margine per ripartire dalla coalizione di cinque anni fa, per allargarla alle forze civiche». Per quanto riguarda gli avversari “veri”, dunque, l’attenzione è rivolta soprattutto alla Lega: «Per noi l’avversario resta il centrodestra - aggiunge il segretario - e se è vero che il pensiero di un’alleanza Lega-M5S al secondo turno c’è, la nostra sfida sarà anche quella di provare a rendere meno saldo un legame che a Modena, anche per la tradizione dell’elettorato, è piuttosto debole».

E se oggi l’arma principale di un Pd in difficoltà si chiama Gian Carlo Muzzarelli, rispetto al 2014 i dem avranno un… avversario interno in meno: grazie al lavoro fatto in questi anni, la frattura con i “malettiani” è ormai ricomposta: «Cinque anni fa non abbiamo firmato un contratto - spiega il capogruppo in Consiglio Fabio Poggi, da sempre vicino alla presidente del Consiglio Maletti - ma ci siamo presi un impegno politico che abbiamo portato avanti, e oggi credo che chiunque possa riconoscere che il gruppo è compatto. Certo, usando termini sportivi, nessuno dimentica che nel 2014 c’è stata una sorta di… contrattura che ha richiesto tempo per rimarginarsi, ma è anche vero che il lavoro c’è stato, e insieme siamo stati capaci di reinventare interi pezzi di città». E a proposito dei “pezzi” di città, in questi giorni la giunta sta lavorando alle richieste dei costruttori presentate con l’Avviso pubblico urbanistico: «La giunta si deve ancora esprimere sulle proposte dei privati - spiega Poggi - quindi il comitato “Mobastacemento” o ci è, o ci fa… ». Per quanto riguarda il progetto di via Aristotele - ricomparso a sorpresa nell’Avviso quanto tutti pensavano che fosse ormai alle spalle - il Pd sembra avere le idee piuttosto chiare sulla linea da portare avanti in Consiglio (sempre che non sia la stessa giunta a “tagliarlo” prima di arrivare in aula): «Valuteremo tutte le proposte arrivate - sorride Poggi - a partire da… quella successiva a via Aristotele». —

Luca Gardinale

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