Serata sul controllo di vicinato È bagarre per i dati dei furti
L’esperto della Regione ha riportato quelli nazionali scatenando diverse proteste I presenti: «Vogliamo parlare di quello che succede a Sassuolo e di numeri locali»
Una sala consiliare affollatissima, c’erano oltre cento persone, per l’incontro organizzato dal Comune insieme alla municipale e alla Regione per discutere del progetto “Controllo di vicinato”. A parlare sono stati il vicesindaco Maria Savigni, la comandante dei vigili Valeria Meloncelli e il responsabile “Area sicurezza urbana e legalità” dell’Emilia Romagna, Gian Guido Nobili.
il progetto
Il progetto è partito lo scorso anno e oggi conta 40 gruppi e circa 300 persone che, in maniera volontaria, hanno deciso di aderirvi. La città è idealmente divisa in quattro zone, all’interno delle quali ogni gruppo si impegna ad osservare il suo quartiere e ad inviare segnalazioni di vario genere (persone o auto sospette, atti vandalici, disturbo della quiete pubblica sono alcuni esempi) al referente, che poi le passa direttamente ai vigili. Con l’obiettivo di fare il punto e rilanciare l’iniziativa, è stato organizzato un incontro a cui sono stati invitati coloro che hanno aderito, o vorrebbero aderire, al progetto.
«La sicurezza – ha dichiarato la Meloncelli – non è solo la presenza o meno di reati, ma è un insieme di criteri che concorrono per la buona vivibilità della città. Non è solo il contrasto alla criminalità, ma anche la promozione del rispetto della legalità. Questo progetto va a beneficio di tutte le forze dell’ordine e per questo ringraziamo di cuore i cittadini».
lo scontro
Dopo l’incipit istituzionale, la parola è passata a Gian Guido Nobili. L’esperto ha portato delle statistiche nazionali ed europee che, per quanto presentassero dati interessanti (il 2017, per esempio, è stato l’anno in cui, in tutta la storia italiana, ci sono stati meno omicidi), sono risultate, secondo i sassolesi accorsi per parlare della loro città e del progetto, sterili e senza un fine preciso. Mentre Nobili spiegava, attraverso numeri inopinabili, che la criminalità in Italia è scesa nel corso degli anni, c’è chi “ha detto basta” e ha proposto che alzassero una mano tutti coloro che hanno subito furti di recente. Risultato, oltre il 50% dei presenti con il braccio alzato e la voglia non di criticare l’esperto, ma di tornare al locale, ai problemi concreti, di passare dai numeri ai fatti. Con educazione, nonostante gli animi ormai caldi, i presenti hanno preteso che si parlasse della città e del progetto, lamentando che “l’aspettativa era un’altra”.
LE TESTIMONIANZE
Per accogliere la richiesta dei cittadini, a fine serata hanno preso la parola Rossana Prandi della municipale e due referenti del controllo di vicinato, trasformando la discussione dal macro al micro. È stato innanzitutto ricordato che i “controllori” non possono e non devono sostituirsi alle forze dell’ordine, ma limitarsi ad osservare ciò che in precedenza poteva sfuggire. Ciliegina sulla torta dell’iniziativa, la coesione nata tra i residenti che fa sembrare di essere tornati indietro nel tempo, quando si chiacchierava e si passeggiava insieme ai vicini anziché chiudersi in casa. Il sapere che “io guardo casa tua e tu guardi casa mia”, la socializzazione, l’aiuto reciproco. Questa è forse la qualità principale, e da qui la forza, del “Controllo di vicinato”. —
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