Stati generali della cultura nel segno dei giovani
Nello studio di Andrea Capucci incontro tra gli operatori e l’amministrazione «Bene la riqualificazione dei palazzi ma puntiamo sulla nuova creatività»
Bene i “contenitori” già aperti o in via di completamento - dall’ex Amcm al Sant’Agostino al San Paolo - e bene pure la versione moderna della “vecchia” idea di Modena di tenere insieme pubblico e privato per quel che riguarda la produzione di cultura. Un tema, si pensi non solo a mostre e musica, ma pure alle auto o al cibo ad esempio, su cui siamo al top nel mondo. Poche volte, com’è avvenuto mercoledì sera nello studio dell’artista Andrea Capucci, c’è stata di recente la possibilità di capire quel che gli operatori culturali intendono per futuro di Modena. Riuniti quasi fossero in un “laboratorio” del futuro, con idee lanciate e discusse e forse anche già un po’ sedimentate, chissà. Le arti, lo spettacolo, la creatività, il “cibo dell’anima” sono centrali non tanto e non solo per le elezioni cui un politico necessariamente guarda, ma perché permettono di immaginare il senso della comunità domani sotto la Ghirlandina. Non proprio un tema banale, quel che ha proposto Capucci, tanto che a questa sorta di “stati generali della cultura” sono accorsi i principali “attori” pubblici e privati della città oltre al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e al vice Gianpietro Cavazza che hanno introdotto. C’erano infatti esponenti dei musei - la direttrice dei Civici Francesca Piccinini, la curatrice dell’Archeologico Cristiana Zanasi - insieme a collezionisti e “movimentisti” del contemporaneo come l’imprenditore e collezionista Tiziano Dal Vacchio che ha aperto il suo spazio Hangar Rosso Tiepido per gli street artist. Ma c’erano anche un esperto di musica colta come Mauro Bompani, la memoria storia della Galleria Civica Fausto Ferri, Marco Miana responsabile di una nota agenzia di artisti e tanti altri che ogni giorno “fanno” cultura ed alimentano appunto la nostra città. L’amministrazione ha le idee chiare, come hanno sintetizzato il sindaco e l’assessore alla cultura Cavazza puntando il faro sulla riqualificazione dei beni monumentali e soprattutto sul polo Sant’Agostino-Palazzo dei Musei-ex Estense. Ma le voci di chi “fa” sono appunto fondamentali in questa fase. «Io sono appena rientrata a Modena - spiega la signora Valeria - dopo 18 anni di lavoro in ambito culturale a Madrid. Ho trovato Modena molto cambiata in meglio e invito ora a fare un salto in più ricordando che la cultura è offerta non è domanda».
Fausto Ferri ritiene che «è un bene che si sia raddoppiato il progetto Sant’Agostino, ma occorre che il potenziamento degli istituti culturali come le biblioteche l’archivio comunale, i musei civici si attrezzino per tempo in modo da arrivare pronti all’appuntamento. Occorre anche investire risorse ed energie sul cimitero di Aldo Rossi, il nostro grande patrimonio moderno dell’umanità». Dal Vacchio ricorda che «si parla molto spesso dei contenitori, importanti, ma occorre investire sulla creatività dei giovani per questo sono rimasto stupito nel vedere come al centro di tutto nel 2019 ci sia un grande fotografo come Franco Fontana».
Per la direttrice Francesca Piccinini «Modena mantiene un quadro particolarmente ricco dal punto di vista della produzione e le potenzialità sono enormi. Sento molto forte la responsabilità: occorre coraggio, scelte realistiche, contenuti solidi. Io punterei molto sulle storie che si intrecciano della Municipalità e del Ducato Estense». Per l’archeologa Cristiana Zanasi qui «avvengono miracoli: pensiamo solo a Mutina Splendidissima che ha riunito 40mila persone per un weekend con gli street artist che illustravano la città sotterranea». —
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