Bonucchi deve arrendersi Salta la fusione tra i Comuni
Il sindaco: «Il nostro Consiglio comunale voterà per interrompere il progetto Siamo coerenti con le promesse fatte e rispettiamo l’esito del referendum»
Pietra tombale sulla fusione Lama-Montecreto. Nel pomeriggio di ieri Leandro Bonucchi in una nota significativamente firmata anche con timbro da sindaco di Montecreto, ha annunciato che il 30 novembre si riunirà il Consiglio comunale per esprimere il parere decisivo sull’esito del processo (l’ultima possibilità concessa dalla Regione per dire Sì o No), anticipando già che il voto sarà negativo: verrà dunque rispettata la volontà popolare sancita da soli 32 voti di scarto, per quanto la maggioranza tra i due Comuni fosse stata invece favorevole.
Come si ricorderà infatti al referendum consultivo del 7 ottobre il Sì a Lama aveva ottenuto il 59,76%, mentre a Montecreto si era fermato al 47,04%. Una consultazione in cui si era segnalata l’alta affluenza di Montecreto (al 68%, mentre a Lama si era fermata al 53,84%) a testimonianza di quanto il centro più piccolo avesse sentito la partita.
«La concomitanza di questi fattori ha determinato un quadro più complesso rispetto alle aspettative, portando gli amministratori a una riflessione approfondita, che ha vagliato con attenzione tutte le circostanze che si sono verificate, fino ad oggi» nota Bonucchi, annunciando la scelta: «Il 30 novembre il Consiglio si riunirà per comunicare alla Regione di interrompere il progetto».
Un approdo sofferto, ma legato a un mantenimento d’impegno: «Questa scelta - spiega - deriva dal fatto che in fase elettorale entrambi gli amministratori avevano dichiarato che avrebbero rispettato l’esito del referendum, sebbene solo consultivo, anche se il No avesse prevalso per pochi voti».
L’approdo ovviamente non è esente da riflessione generale: «La strada giusta era la fusione - osserva - ma abbiamo scelto di essere coerenti con quanto promesso ai cittadini. Si è creata una situazione di precario equilibrio tra il rispetto della democrazia istituzionale, che prevede l’ascolto di entrambi i Comuni, e la democrazia della maggioranza. In parole povere, abbiamo dovuto scegliere se assecondare i circa mille votanti per il Sì complessivo, oppure rispettare i 32 voti di scarto di Montecreto».
I ringraziamenti per il lavoro svolto dal comitato del Sì vengono accompagnati da un’ultima stoccata al fronte del No: «Ha agito sulla parte emotiva del popolo, creando disinformazione, complottismo e propagandando l’ipotetica interruzione dei servizi a fusione fatta... Ho creduto in questo progetto e credo tuttora nella fusione, unico strumento in grado di dare forza e vita ai piccoli Comuni che stanno morendo davanti i nostri occhi. Ritengo responsabili i sostenitori del No, politici e non, di quello che sarà il futuro del nostro territorio, augurandomi di vedere da parte loro azioni concrete e immediate che diano soluzioni alle grandi problematiche che la montagna sta vivendo». —
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