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Spilamberto. Cittadinanza onoraria per diciotto bambini

Agata Patanè
Spilamberto. Cittadinanza onoraria per diciotto bambini

Il sindaco Costantini e il dirigente scolastico Barca: «Italiani a tutti gli effetti» La gioia e gli applausi dei compagni di classe. In paese il 20% sono immigrati

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SPILAMBERTO. Chiunque si fosse trovato ad entrare allo spazio eventi “Famigli” ieri mattina avrebbe trovato una sala piena di bambini impegnati ad applaudire, urlare ed esultare per i loro compagni stranieri, intenti a ricevere la cittadinanza onoraria dal sindaco Umberto Costantini.

Una gioia sincera, autentica, senza filtri quella che si percepiva negli occhi dei piccoli alunni delle classi quinte dell'istituto comprensivo Fabriani, nelle espressioni dei genitori, nelle reazioni dei bambini "premiati" con un riconoscimento dal forte valore simbolico, capace di emozionare per il suo grande sapore d'accoglienza. Una cerimonia che si ripete ormai da quattro anni all'interno del comune di Spilamberto, approvata con un delibera di giunta in seguito ad una proposta dell'Unicef che ha richiesto ai comuni di aderire a quest'iniziativa capace di mostrare e far provare integrazione nella forma più pura e più semplice, come attraverso lo sguardo di un bambino.

Perchè i piccoli scolari presenti alla cerimonia non vedevano di fronte a loro persone lontane o diverse, ma vedevano i loro compagni di classe "simpatici o antipatici, che magari vi prestano o no una penna, che possono avere o non avere voglia di giocare con voi", come ha raccontato alla giovane folla il sindaco Costantini.

Sono stati 18 i bambini che hanno ricevuto la cittadinanza onoraria, una percentuale che riflette all'incirca quella presente all'interno del Comune, popolato per il 20% da persone di origine straniera, da famiglie che di Spilamberto hanno fatto una casa:

«Se mettiamo che cento sia grande così - mostra con le mani il dirigente scolastico Daniele Barca ai bambini - il 20% è circa questa parte», segue il sindaco inserendo una mano tra quelle aperte del primo. Il preside Parca spiega che «l’istituto comprensivo di Spilamberto fa un grandissimo lavoro, perché questa è una zona che per sua vocazione commerciale e industriale attira moltissimi lavoratori anche dall’estero. Questo fa sì che durante l’anno scolastico noi abbiamo numerosi studenti che arrivano anche in corso d’opera, e quindi è un lavoro che è organizzato dall’inizio sia per chi arriva all’ultimo momento sia per chi è nato e cresciuto nelle nostre scuole. Questo è un modo per riconoscere il loro essere italiani a tutti gli effetti: molti di questi bimbi hanno fatto percorsi molto lunghi all’interno della scuola italiana, per cui sono italiani nella cultura e nella formazione».

«Quest’iniziativa acquista un valore particolarmente importante quest’anno, perché vediamo che purtroppo non tutto il paese la pensa come noi - afferma poi il sindaco Costantini - A livello nazionale vediamo il vento di sovranismo e divisione che sta soffiando in tutta Europa, anzi in tutto il mondo, ma noi pensiamo che Spilamberto possa essere un esempio assolutamente virtuoso. Ci mettiamo nel filone di quei comuni che pensano che accogliere sia meglio che respingere, che collaborare sia meglio che dividere. Stiamo facendo tanto in questi anni per un discorso legato all’integrazione fattiva di tutta la comunità, e se certe cose in questi tempi bui non portano consenso secondo noi portano senso, senso del nostro agire». —


 

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