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in viale molza 

“Spazio giovani”, un aiuto per le minorenni incinte

GIB

Qui ostetriche e psicologi supportano le ragazze  che intendono abortire Senza il consenso dei genitori occorre la firma del giudice

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Se i numeri delle interruzioni di gravidanza tra le minorenni sono in continua diminuzione lo si deve alla conoscenza che le ragazze hanno acquisito dei metodi contraccettivi e della sessualità. Tutto ciò anche grazie al ruolo della scuola. Attualmente sono due i progetti che Ausl e Regione propongono a medie e superiori.

“VIVA L’AMORE”

Si tratta di un progetto regionale iniziato nel 2014 che la scuola può inserire nel piano dell’offerta formativa per i ragazzi di terza media. Consiste in un lavoro integrato con le insegnanti che vengono “formate” su affettività ed educazione sessuale, per poi intervenire nelle classi. C’è poi un incontro finale con ostetriche e psicologi dei consultori direttamente con gli studenti.

alle superiori

Con i ragazzi più grandi, invece, l’approccio è diverso ovvero di tipo peer education. Alcuni studenti seguono un percorso con i professionisti del consultorio e poi trasmettono le informazioni ai compagni. Anche qui c’è un momento finale di confronto con gli operatori del consultorio.

consultorio e minori

Ma cosa può fare una ragazza minorenne che resta incinta? In questi casi spesso la paura di parlare con i genitori vince su tutto. Allora entra in gioco lo “Spazio giovani” del consultorio di viale Molza, uno sportello dedicato agli adolescenti fino ai 19 anni totalmente gratuito in cui la ragazza viene accolta da un’ostetrica per il primo colloquio. Partecipa - obbligatoriamente - anche uno psicologo. Se la ragazza intende interrompere la gravidanza la legge parla chiaro: il consultorio non può informare i genitori, a meno che non sia la stessa ragazza a dare il consenso. Se non c’è il consenso allora l’autorizzazione all’aborto viene concessa da un giudice tutelare che esercita la patria potestà.

«Nel corso degli anni - specifica Silvana Borsari responsabile del Consultorio - ci siamo resi conti che il coinvolgimento dei genitori è fondamentale, significa tutelare le ragazze. A volte ci riusciamo, altre volte no. In altri casi ancora riusciamo a coinvolgere soltanto uno dei due genitori e a quel punto è necessario comunque rivolgersi al giudice tutelare, perché è necessaria la firma di entrambi. Dobbiamo in ogni modo aiutare le ragazze a superare la paura dei genitori, perché subito possono arrabbiarsi, ma poi prendono la consapevolezza di ciò che sta accadendo e possono stare vicini alla figlia in un percorso che è tutt’altro che semplice. Avere qualcuno vicino in quei momenti è fondamentale, sia esso una sorella maggiore, un’amica o il padre del bambino». —

GIB

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