Carpi, una stanza per le donne e i minori «Il luogo dove recuperare dignità»
Al piano terra della caserma, ospiterà e aiuterà le vittime di violenza nel percorso di “rinascita”
CARPI. “Una stanza tutta per sè”: viene in mente il titolo del celebre romanzo di Virginia Wolf quando si entra nella stanza, allestita al piano terra della caserma dei carabinieri di Carpi, insieme all’amministrazione comunale. Perché questa stanza sarà un luogo di rifugio in cui le donne vittime di violenza e i minori potranno sentirsi accolti, confortati e assistiti nel duro percorso, fisico e psicologico, che implica il subire violenza. Un percorso che non lascia sole le vittime dopo la denuncia, ma le protegge.
Il problema è più che mai attuale, visto che le denunce per violenze di qualsiasi tipo presentate da donne in Emilia Romagna sono 30mila.
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I locali sono arredati in modo informale, con pareti colorate e giocattoli, per instaurare un’atmosfera in cui chi entra si possa sentire al sicuro. La stanza è stata benedetta dal vescovo Cavina. «Questa deve divenire una stanza per il recupero della dignita della persona» ha sottolineato il vescovo.
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L’assessore alle pari opportunità del Comune, Stefania Gasparini, ha sottolineato la forte collaborazione con l’Arma dei carabinieri. «La stanza nasce da idee e riflessioni provenienti da un territorio che sta facendo tanto per contrastare la violenza contro le donne - puntualizza l’assessore - In città, infatti, esiste già un appartamento protetto. Ci siamo, quindi, chiesti cosa mancasse. E siamo arrivati a ideare questo progetto. In questo luogo donne e figli si sentono protetti. È un luogo dove non ci si sente in colpa, ma accolte e capite». Gasparini si associa, poi, alla campagna lanciata dalla vicepresidente della Camera Mara Carfagna sulla violenza di genere: “Non è normale che sia normale”. Il sindaco Alberto Bellelli aggiunge che «questo è un nuovo tassello nell’ambito di una forte collaborazione istituzionale». Il Comune ha fornito anche parte degli arredi.
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L’assessore regionale Emma Petitti, insieme ai consiglieri regionali Enrico Campedelli e Roberta Mori (la quale è anche presidente della commissione pari opportunità) evidenzia come le denunce per violenza di genere siano «30mila su scala regionale. Modena ha investito risorse in progetti concreti che contrastino la violenza alle donne. Importante trasmettere il messaggio che non si è sole dopo la denuncia. Ma si sarà accompagnate nel percorso di rinascita». All’appuntamento di ieri erano presenti anche consiglieri comunali tra i quali la candidata a sindaco Monica Medici e Roberto Benatti, lo staff di Vivere donna onlus, la direttrice del pronto soccorso del Ramazzini Chiara Pesci. I carabinieri, inoltre, per aiutare le vittime di violenza di genere, hanno frequentato appositi corsi a Padova. Corsi le cui informazioni saranno divulgate ai militari delle quattro compagnie della provincia. —
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