Minacce mafiose all’amministratore della ex Bianchini
SAN FELICE. «Non nego di essermi preoccupato. E dispiaciuto. Quando la busta è arrivata, quindici giorni fa, ero ad Agrigento, e l’ha aperta una collaboratrice. Comunque abbiamo provveduto a...
SAN FELICE. «Non nego di essermi preoccupato. E dispiaciuto. Quando la busta è arrivata, quindici giorni fa, ero ad Agrigento, e l’ha aperta una collaboratrice. Comunque abbiamo provveduto a segnalare l’accaduto alla Guardia di Finanza. Ci sono indagini, ma il mio lavoro prosegue». La busta con escrementi è stata recapitata nello studio palermitano dell'avvocato Rosario Di Legami, amministratore giudiziario anche della Bianchini Costruzioni di San Felice, così come delle ditte dei Giglio a Reggio, o della lottizzazione di Sorbolo, beni recentemente confiscati alla mafia che ha infiltrato l’Emilia. Di Legami si sta occupando anche di beni sequestrati in Sicilia e Calabria, tra l’altro.
Con Modena il legale ha stabilito un rapporto di grande impegno. Si ricorderà che a Modena ha provveduto a consegnare ai Vigili del Fuoco i 40 camion della ditta Giglio. Di recente era a Reggio, per l’insediamento del nuovo Procuratore, Marco Mescolini. E a San Felice è stato spesso. Da quando amministra quel che resta della ditta Bianchini, il cui fallimento è stato revocato, per tenerla in vita e soprattutto curare il passaggio dei dipendenti ad altre ditte, o l’ottenimento dei tfr. Da San Felice è arrivata poi una attestazione di vicinanza, espressa in una nota dalla Giunta comunale, anche se il consigliere di minoranza Fortini ha poi chiesto che fosse espressa a nome di tutta la collettività. Solidarietà, tra le altre, è arrivata anche dal sottosegretario alla Giustizia, il finalese Vittorio Ferraresi. «Sarà presto a Modena, per fare il punto della situazione dopo la sentenza Aemilia», ha detto Di Legami. La lettera gli è stata recapitata a Palermo, l'anonimo mittente si è attribuito come indirizzo via Scorsone: a Corleone la strada è quella dove abita la famiglia del defunto boss Totò Riina e che ora si chiama via Terranova, magistrato ucciso dalla mafia. —
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