Nottata anti alcol a Modena: 11 patenti ritirate, auto sequestrate e otto autisti nei guai
Un posto di blocco della municipale in viale Caduti in Guerra fino all’alba. «Ho bevuto solo una birretta», ma il test non lascia scampo
MODENA. Non c’è possibilità di contrattare, di apportare scuse, pentimenti o proporre soluzioni alternative. Il “solo una birretta” o piangere non contano. La tolleranza è zero perché ne va della vita di tutti, sia di chi guida avendo bevuto e sia di chi si imbatte nel suo percorso. Tolleranza zero perché lo dicono con fermezza freddi numeri stabiliti dalla legge. Il limite è 0,5 g/l: se sei sotto questa soglia allora guida, altrimenti deve scattare un no. A dire no all’alcol ci hanno pensato per una intera notte, quella tra venerdì e sabato, squadre della polizia municipale bloccando, fermando e esaminando chi si è trovato a passare per viale Caduti in Guerra: una specie di “agguato” pressoché ineluttabile per chi transitava, volutamente ad impatto forte sia a scopo educativo che, nei casi dovuti, inevitabilmente repressivo. Agguato perché, una volta arrivati all’ex cinema Principe, poco dopo la mezzanotte, non si poteva più scappare e chi avesse voluto avventurarsi in una fuga avrebbe trovato una pattuglia appositamente collocata alle spalle, pronta a scattare.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.30003496:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/nottata-anti-alcol-sulle-strade-di-modena-controlli-e-sanzioni/106418/107025]]
Il viale era stato ristretto a una corsia, un percorso obbligatorio indicato da frecce, cartelli e birilli arancioni che portava gli automobilisti al furgone con a bordo due apparecchiature alcoltest e agli agenti armati di un piccolo tubo colorato, un rilevatore con monitor e beccuccio: l’apparecchiatura per il pre-test. E così tutti fila, ancora ignari di cosa potesse succedere a qualche decina di metri più avanti, poi il vigile indica di abbassare il finestrino e «Stiamo facendo controlli anti alcol, prego, faccia un soffio qui dentro. Non tocchi il beccuccio, si avvicini e faccia un semplice soffio, grazie».
È questa la frontiera. Pochi secondi e tutto dipende dalla luce: se è verde via libera, se è luce rossa c’è qualcosa che non va, c’è una presenza di alcol nel sangue che potrebbe essere illegale e va pertanto controllata. Prima infornata di 5 auto, tutti i 5 guidatori bloccati dal pre-test rosso. Anni 19, neopatentata, in auto con altri tre amici, nessuno ancora con la patente, serata in pizzeria. Il neopatentato non deve avere tracce di alcol, deve risultate 0,0: la ragazza è stata sottoposta all’etilometro, ha soffiato nel tubo e il risultato è stato 0,2. Cinque punti in meno nella patente, multa da 164 euro. La giovane in lacrime ha dovuto attendere sul posto di smaltire la pur piccola percentuale di alcol. In pochi minuti si è decisa al sorte anche per due giovani amiche e per una donna di mezza età che rientravano a casa: oltre lo 0,8 scatta la sanzione penale, ritiro della patente, il giudice che poi deciderà quale percorso riabilitativo si dovrà affrontare.
L’auto? O viene una persona a cui affidarla ufficialmente, altrimenti, come è avvenuto, entra in scena il carroattrezzi. Alla fine pretest a 66 conducenti, di questi 18 sottoposti a etilometro: 6 in regola, 12 erano in stato di ebbrezza. E per 4 è scartata la denuncia penale ( tasso superiore allo 0,8 g/l). Undici le patenti ritirate. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
