Terrorismo, il prof. Donini studia come prevenirlo
Sarà Unimore a dirigere un importante progetto internazionale relativo alla prevenzione del terrorismo in Europa. Il professor Massimo Donini, da vent’anni docente di diritto penale a Giurisprudenza,...
Sarà Unimore a dirigere un importante progetto internazionale relativo alla prevenzione del terrorismo in Europa. Il professor Massimo Donini, da vent’anni docente di diritto penale a Giurisprudenza, sarà a capo di un team composto da altri docenti - Alessandro Bernardi di Ferrara, Yves Cartuyvels di Bruxelles, Zlata Durdevic di Zagabria, Julie Alix di Lille, Helmut Satzger di Monaco, Silvia Allegrezza di Lussemburgo e Manuel Cancio Melia di Madrid - che dovrà gestire 580mila euro di fondi europei sul tema “Fighter - Fight Against International Terrorism. Discovering European Models of Rewarding Measures to Prevent Terrorism”. «Nella lotta al terrorismo - spiega Donini - a fianco delle misure repressive di diritto penale sono utili anche le normative di prevenzione e di controllo. Questo perché l’uso delle sole misure repressive limita fortemente la risposta giudiziaria per quel che riguarda i terroristi». Il prof dice che è utilissima l’esperienza che l’Italia in questo senso ha maturato prima nelle misure contro il terrorismo e poi contro la mafia: «Non esportiamo il modello italiano, ma intendiamo costruire un modello europeo, armonizzando la legislazione europea che in questo senso è ampia in Italia, Spagna, Germania e un po’ meno ad esempio in Francia nonostante molto sia stato fatto in Europa dal 2001 (le Torri gemelle negli Usa, ndr) in poi. La funzione repressiva in questo ambito si conosce bene, mentre su quella preventiva c’è molto altro da fare e in Europa privilegiamo lo stato di diritto e non con strumenti tipo Guantanamo per intenderci». Ecco che accadrà: «Ci sarà una prima fase con la ricognizione della normativa e della prassi nei vari paesi significativi d’Europa, poi si faranno vari incontri in sedi europee e uno scambio continuo di informazioni. Faremo certo dei convegni, ma anche pubblicazioni in più lingue e saranno coinvolti anche avvocati e magistrati».
Per Donini occorre puntare molto anche sul recupero dei terroristi: «Già oggi si fa un buon lavoro perché si intercettano i reati terroristici durante il percorso che sta portando all’attentato vero e proprio. Come strumenti di prevenzione credo siano molto utili il futuro personale della persona fermata anche se è complicato perché spesso sono degli irriducibili che sono assolutamente antisistema e quindi non è semplice un dialogo dal punto di vista culturale. Utile l’equilibrio tra prevenzione e punizione per i reati commessi. Il 41bis antimafia e la sua utilità? Non è oggetto del nostro lavoro, ma del resto esso è importante perché permette già la logica del premio: terroristi ti attenuo il 41bis se collabori». —
S.L.
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