Ezel, la musa di Zerocalcare si racconta all’Arci a Migliarina
L’attivista curda ha presentato “Senza chiedere il permesso” il suo libro di poesie e riflessioni «La Turchia è armata dall’Italia Si deve fermare questo traffico»
È arrivata in Italia nel 2009 con, alle spalle, anni di galera per avere provato a difendere la propria famiglia, simpatizzante del Pkk, dall’oppressione turca. E sempre sulle sue spalle pende una condanna all’ergastolo. La rifugiata politica curda Ezel Alcu ha raccontato la sua straordinaria storia di resistenza e sopravvivenza all’Arci di Migliarina, nel corso di un appuntamento organizzato da Claudio Chierici, sostenuto da militanti e simpatizzanti di Leu. Presenti anche Mirco Pedretti dell’Arci e Angelo Flammia, con il prof Elio Tavilla di Potere al popolo.
Ezel, ha presentato il suo libro intitolato “Senza chiedere il permesso”. E ha ricordato anche l’esperienza condivisa con il fumettista Zerocalcare: Ezel lo ha ispirato divenenedo protagonista del fumetto Kobane Calling, divenuto un must fra giovani che si sono così appassionati alla questione curda. «Subito avevamo difficoltà a capirci, io e Zerocalcare: lui parla romano “stretto”, di Rebibbia - racconta Ezel - Quando siamo tornati lui ha scritto questo fumetto bellissimo, strategico per arrivare ai giovani. Io sono rumorosa, lui introverso. Io amo la gente, lui il silenzio. Ci siamo completati e scherziamo sempre su chi abbia reso famoso l’altro». «Sono entrata in carcere a 13 anni: noi chiamiamo quest’esperienza “accademia”. E sono stata una bambina fortunata perché non c’era il carcere per i minorenni: sono rimasta con le mie compagne. Lì ho imparato la mia madrelingua: prima parlavo turco per evitare problemi». Cosa può fare l’Italia per aiutare i curdi? «La Turchia prende armi dalla Nato - risponde Ezel - Ci sono paesi che vendono le armi alla Turchia, come l’Italia. Se questo non avverrà più si eliminerà il problema». —S.A.
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