«Accuse false di Hyma il contratto di locazione non è mai esistito»
Caleidos replica alla società che gestisce lo studentato «Immotivata la richiesta di 600 mila euro, quereliamo»
«Il contratto di locazione non è mai esistito». A dirlo, replicando alle accuse di Hyma srl, che gestisce l’ex studentato di via delle Costellazioni 170, è la cooperativa Caleidos. Così, se venerdì scorso la società aveva accusato la coop che gestisce i migranti di aver lasciato l’edificio con una serie di debiti che sfiorano i 600mila euro - tanto che Hyma ha presentato un esposto in Procura, rivolgendosi poi al ministero dell’Interno - oggi Caleidos risponde facendo notare che «da agosto scorso, dunque da diversi mesi, abbiamo spontaneamente restituito i locali di via delle Costellazioni - spiega Elena Oliva, presidente della cooperativa - siamo arrivati a questa soluzione dopo aver riscontrato il persistente e grave inadempimento di Hyma srl». Secondo Caleidos, dunque, «le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal legale rappresentante della società sono infondate e inveritiere: in particolare, non è stato sottoscritto alcun contratto di locazione, bensì di comodato. Quello che Hyma non dice - spiega ancora Elena Oliva - è che abbiamo fatto presente più volte le ripetute violazioni contrattuali e le loro pretese infondate e arbitrarie (ad esempio, la mancata esecuzione delle manutenzioni, l’errato conteggio delle presenze, l’applicazione di tariffe in maniera arbitraria e maggiormente onerosa per la cooperativa. Caleidos ha più volte manifestato la propria disponibilità a definire bonariamente la controversia, ma tutti i nostri tentativi sono risultati vani». Sempre secondo la presidente della cooperativa, «Hyma ha sempre opposto un atteggiamento aggressivo e chiuso a qualunque confronto e dialogo, e questo ci ha di fatto imposto di tutelarci legalmente, facendo ricorso agli strumenti previsti dal codice civile. Le circostanze richiamate sono state riferite in maniera puntuale alla Prefettura e al Tribunale di Modena - spiega ancora la presidente - che non ha concesso la provvisoria esecuzione dei decreti ingiuntivi». Sul caso nei giorni scorsi sono intervenuti anche Forza Italia e Lega: «Una cooperativa che ottiene dallo Stato 35 euro al giorno per ogni immigrato che accoglie - spiega il capogruppo FI in Regione Andrea Galli - non può permettersi di non pagare il dovuto e lasciare buchi da quasi 600mila euro. In base alla denuncia del gestore del palazzo - incalza Galli - la cooperativa doveva pagare appena 9,5 euro a posto letto, il che significa per circa 200 immigrati intorno ai 50mila euro al mese: eppure questi soldi dovuti non sono mai stati pagati, mettendo in ginocchio il gestore». Una situazione incresciosa anche per il consigliere regionale leghista Stefano Bargi: «Avevamo già interrogato la Regione sull’uso dell’immobile destinato inizialmente a residenza universitaria e poi a dare ospitalità a sedicenti profughi e richiedenti asilo. Ma certo non pensavamo ci fosse dietro a questa gestione già discutibile un problema economico e finanziario di tale portata: le cooperative che fanno business sulla gestione degli immigrati devono dimostrare responsabilità e comunque garantire pagamenti puntuali a chi fornisce loro servizi necessari». —
Luca Gardinale
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