Contrabbando di monete d’oro Anziana nei guai
Aveva riportato in Italia beni per 1,3 milioni di euro senza dichiararli L’investimento illegale finanziato dal rientro di capitali
Premessa: la Voluntary Disclosure è lo strumento che permette ai contribuenti italiani di regolarizzare la propria posizione con il Fisco, in particolare per il rientro dei fondi mai dichiarati. E grazie alla “collaborazione volontaria” un’anziana benestante di Modena, nel 2015, aveva potuto far riemergere un sostanzioso capitale, custodito in Svizzera. Quei fondi le avevano permesso di sanare con lo Stato una posizione irregolare, ma con una parte dei soldi aveva investito nuovamente e in modo irregolare in monete d’oro, acquistandone 5260 per un valore indicativo di circa 1,3 milioni di euro.
Non aveva però fatto i conti con la Guardia di Finanza di Modena che, con gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena e attraverso l’esame tecnico-giuridico della documentazione presentata dalla donna in sede di adesione alla Voluntary Disclosure, hanno potuto ricostruire l’intera operazione commerciale.
B.G., queste le sue iniziali, ha disinvestito alcune posizioni finanziarie in Svizzera, sconosciute al fisco italiano e sanate. I soldi sono stati poi utilizzati dall’indagata per l’acquisto in territorio elvetico di 5.260 monete d’oro, successivamente introdotte in Italia e custodite all’interno di cassette di sicurezza, senza l’espletamento delle previste formalità doganali ed omettendo le comunicazioni alla Unità di Informazione Finanziaria, Autorità competente sulle operazioni in oro. Per questo la contribuente è stata denunciata anche per contrabbando.
Su disposizione della Procura di Modena e con il nullaosta del gip, i finanzieri si sono quindi presentati in banca per sequestrare le cassette di sicurezza della donna in vista della confisca.
Ma i guai non si fermeranno qui perché la posizione è stata segnalata anche all’Ufficio Doganale che la multerà per l’evasione dell’Iva (da 2 a 10 volte l’imposta evasa) nonché al ministero delle Finanze per un ulteriore sanzione amministrativa correlata alla mancata comunicazione dei dati sulle movimentazioni del metallo prezioso ( dal 10 al 40% del valore). —
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