Duplice omicidio e stalking: Rainone a processo in Assise
Rinvio a giudizio dell’agricoltore imputato per l’assassinio dentro la stalla Bertarini dell’ex suocero e del fratello. Contro di lui i video di due telecamere e la roncola
. Duplice omicidio aggravato e stalking. Questa la pesatissima imputazione che porterà il 22 febbraio Angelo Rainone, 58 anni, agricoltore di Maserno di Montese, al banco degli imputati davanti alla Corte d’Assise. È stato rinviato a giudizio ieri, al termine dell’udienza preliminare, per il duplice omicidio dei fratelli Bertarini avvenuto il 26 febbraio scorso, all’alba di una giornata di neve intensa (elemento importante nelle indagini) a Lame di Zocca. Ugo, 72 anni, ex suocero dell’imputato, e il fratello Brenno, 69 anni, due anziani conosciutissimi a Zocca, furono uccisi con furia omicida: il primo con 27 colpi di roncola alla gola e il secondo con 47. Teatro del massacro, la loro stalla. Un crimine efferato che secondo il pm Lucia De Satis e i carabinieri della Compagnia di Pavullo e di Montese, presuppone una particolare efferatezza, accanimento, tanta crudeltà.
In questi mesi le prove raccolte sono state ritenute solide dalla Procura; al contrario, la difesa - avvocati Francesca Lazzeri e Samatha Amodio - le giudicano deboli, probabilmente favorevoli all’imputato se analizzate con attenzione. Determinanti per la Procura sono le immagini video dell’auto di Rainone ripresa sia all’andata che al ritorno lungo la strada tra casa sua e la fattoria dei Bertarini, a Zocca, in un orario compatibile col delitto, avvenuto all’alba. Poi c’è la roncola, ritrovata con tracce di sangue di uno dei fratelli ma non di Rainone.
La scena del crimine è invece un crogiolo di dati intricati - complicati dal fattore-neve sulle tracce trovate - che è stato diversamente interpretato a seconda dei punti di vista. Tanto che è stato ottenuto dalla difesa un incidente probatorio per rivedere le tracce trovate nel capannone del delitto: nel luogo in cui è stato ucciso Ugo, vicino alla conigliera, e all’ingresso dove è stato ammazzato Brenno.
In aula, insomma si prevede battaglia sull’esistenza di tracce di Rainone sulla scena del crimine e su oggetti riconducibili al delitto e sulla loro “lettura”. Quanto al movente, anche questo sarà tutto da decifrare davanti ai giudici e alla giuria popolare: resta prevalente il movente economico, l’allontanamento di Rainone dagli affari di famiglia e della loro prospera azienda agricola. Soprattutto il divario carico di rancore tra lui e l’ex suocero Ugo dopo la separazione dalla moglie, avvenuta nell’aprile 2017, con lo strascico irrisolto di una piccola quota (1%) della società agricola in mano a Rainone. Ci sono anche motivi di rancore personale tra lui e l’ex suocero che possono aver pesato come possibile movente. Accuse pesatissime che Rainone ha fatto anche in pubblico, ascoltate da terzi. Al di là del movente, resta però il fatto che secondo l’accusa il rancore, quale che sia la causa, ha generato un delitto premeditato. Tesi che la difesa vuole smontare. I familiari saranno parte civile, assistiti dall’avvocato Andrea Stefani. —
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