Il mercato dell’antico riscopre arte e cultura del ’900 modenese
Da venerdì a domenica torna la rassegna 7.8.Novecento con oltre 250 espositori provenienti anche dall’estero
Tre giorni alla ricerca dell’oggetto singolare da collezione, di un dipinto o di una scultura, di un pezzo di arredo, d’arte proveniente persino da altri paesi: “7.8.Novecento”, da venerdi a domenica (10-19) nei padiglioni di viale Virgilio, offre questo e tante altre cose particolari. Più di 200 espositori, anche stranieri, per la 32esima edizione «che porta a Modena – sostiene Paolo Fantuzzi, direttore generale ModenaFiere – circa 20 mila visitatori, e un giro d’affari di un milione e 200 mila euro, compreso l’indotto di hotel, caffè e locali tipici. Ci siamo impegnati perché la rassegna possa offrire qualcosa di nuovo e di allettante per il pubblico».
Il gran mercato dell’antico si fonda su mobili vittoriani, statue, troumeau del ‘700, gioielli, senza rinunciare al dialogo con il modernariato, con arredi degli anni ’70 e ‘80, con mobili anche “finto antico” ridipinti di chiaro per dare un tocco romantico all’arredamento. Nell’operazione di recupero, che è anche di riciclaggio, un ruolo fondamentale hanno 10 maestri di Artigiana Design, capaci di dare un nuovo volto a oggetti e materiali dagli anni 50 ai ’70, che diventano pezzi di design contemporaneo. Una seconda vita di bellezza e di funzionalità che esperti tappezzieri, ebanisti, vetrai riescono a conferire a lampade, poltrone e mobili che sembrano in disuso. C’è spazio anche per l’abbigliamento sartoriale, nella sezione “vintage” (dagli anni ’20 agli anni ’80), dove alla moda si uniscono articoli da collezionismo, profumi e oggetti del Novecento.
A questo evento (sostenuto da Bper Banca) si racconta anche la storia di Modena, in una sezione proposta dalla Galleria Ossimoro di Spilamberto. L’ antiquario Sergio Bianchi vi porta arredi di duchi d’Este (una elegante “dormeuse”), dipinti appartenuti ai conti Molza, mobili del XVII e del XVIII secolo. Un percorso, dal passato ai giorni nostri, con dipinti di Eugenio Zampighi che ritrae i figli Antonio e Elena, fino ad arrivare a Franco Guerzoni e Giuliano Della Casa. «Una manifestazione – dice l’assessore alla Cultura Cavazza – che fa una dimensione economica, turistica e culturale». «Ecco perché – aggiunge l’organizzatore Augusto Bulgarelli – gli espositori, dal Veneto alla Sicilia, vengono volentieri a Modena». —
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