La casa del camorrista nelle mani del Comune e dei giovani disabili
La villetta dei Perrone di via Bruni registrata in Conservatoria Il sindaco Nannetti: «Ce la riprendiamo per fini sociali»
NONANTOLA. Era il 2010 e in un maxi blitz della polizia, su input della Direzione Distrettuale Antimafia, a Nonantola finiva in manette Alfonso Perrone. I poliziotti, nella sua abitazione, trovarono mobili e orologi di pregio, telecamere ovunque e un garage dove venivano organizzate le riunioni “modenesi” di persone vicine al clan dei Casalesi. Tra queste c’era appunto Perrone, detto “O’ Pazzo”.
A distanza di oltre otto anni il Comune di Nonantola potrà mettere le mani su parte dei beni confiscati al sodalizio criminale: non va scordato, infatti, che nel solo territorio dell’Abbazia sono ben 17 gli immobili tolti alla criminalità organizzata e gestiti dallo Stato. Stato che ora vuole accelerare sulla consegna di quei beni alla collettività sana. È il caso, ad esempio, della villetta e del garage che si trova all’incrocio tra via Natale Bruni e via Vittorio Veneto.
I contatti con l'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati (Anbsc) durano da tempo e hanno avuto una decisa svolta a fine 2017 con una riunione plenaria in cui i vari Comuni hanno depositato le loro priorità e l’interesse su alcuni beni. Lo ha fatto anche Nonantola che ha individuato lo stabile confiscato a Perrone. Cambia quindi la stategia comunale visto che, non va scordato, quando ancora si viveva l’emergenza relativa alla caserma dei carabinieri, si era anche paventato di trasferirla in un’altra palazzina strappata alla criminalità.
Ora sarà lo stabile di via Bruni a certificare la vittoria dello Stato sulla camorra. L’edificio è infatti stato riassegnato al Comune, che ora dovrà soltanto registrarne il possesso presso la Conservatoria dei registri immobiliari di Modena. Lo farà un notaio nonantolano, ma superato l’aspetto burocratico l’ex villetta dei Casalesi sarà a disposizione della collettività. E come già annunciato durante il tour di Libera dal vice sindaco Stefania Grenzi, il bene confiscato avrà finalità sociali. «Pensiamo ad un progetto per ragazzi disabili, già affidato tramite un bando - ammette il sindaco Federica Nanetti - Intanto possiamo sorridere per il primo risultato concreto ottenuto in nome della legalità, ma puntiamo a recuperare altri immobili confiscati». —
F.D.
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