«La mia città cresce e pensa in grande»
Il sindaco Benatti lascia dopo due mandati: «Obiettivo raggiunto, una realtà che offre occupazione ed è sempre più bella»
Missione compiuta. Mirandola oggi è una bella città in divenire, proiettata ad una dimensione europea, con una economia così trainante che le aziende faticano a trovare i dipendenti.
Maino Benatti, il sindaco di due legislature, si prepara ai titoli di coda e ad un futuro personale che lui stesso definisce «incerto». Ma che per la sua Mirandola ha una rotta precisa. Tanto che il sindaco non nasconde di avere preparato un bilancio economico, il prossimo, non di mera transizione, ma votato ad impegni e piani definiti, vincolanti. Anche a rischio che quel tracciato venga affidato dai Mirandolesi ad un colore diverso da quello - sbiadito - del Pd.
«Sì - confessa - sono determinato a chiudere con l’idea di dare un contributo forte alla programmazione del bilancio 2019, che vada oltre il mandato, per dare continuità».
Sindaco, si dà un voto rassicurante, positivo.
«Siamo passati attraverso le difficoltà della crisi economica e del sisma. Penso solo che ad inizio mandato c’era una Dasco in crisi che aveva prefigurato la chiusura, con la perdita di 400 posti di lavoro. Oggi invece Mirandola cresce in modo impetuoso, e ne sono orgoglioso. Al di là delle contingenze, mi limito a ricordare che abbiamo appena incontrato le aziende: fanno fatica a trovare personale, tanto nel settore biomedicale, quanto nel metalmeccanico. Spero che quelli che arriveranno al mio posto possano avere la stessa sensibilità che abbiamo messo noi in questi anni».
In concreto a cosa pensa?
«Ad esempio ad un’area dedicata per l’insediamento di aziende che da start up si consolidano. Per le start up come noto c’è il progetto di una culla da realizzare nell’ex Luosi-Galilei. Ma quando poi si stabilizzeranno ci sarà un’area Pip, che è già definita tra via Punta e viale Gramsci, dove quelle aziende troveranno condizioni ottimali per consolidarsi».
E sul piano formazione?
«Stiamo per siglare un accordo con l’Università, per favorire stages a Mirandola. Metteremo a disposizione l’ex biblioteca di via Montanari, ad esempio per la formazione, per i tutor, per aule di rappresentanza.... Ci dirà l’Università di cosa abbisognano».
Cioè sogna in grande...
«Penso a politiche che rafforzino il ruolo della città, quale fulcro di un territorio allargato. Di una crescita di area. Abbiamo già intavolato intese con i Comuni del Basso Mantovano e del Veneto. Si punta ad un “patto territoriale” da sottoscrivere con le associazioni di categoria, la regione, i comuni, così come le scuole e l’università, su temi quali la viabilità, i centri storici, il turismo, l’ambiente e la formazione».
Sindaco, veniamo al concreto, alle opere del Comune che vi competono.
«Partiranno i lavori della nuova Biblioteca in piazza Garibaldi, la riparazione del Teatro Nuovo va a gara in questi giorni, per l’ex Gil che sarà sede di Commissariato e polizia stradale noi siamo pronti, con lo stanziamento di circa 3 milioni dalla Regione per il recupero post sisma. Servono i soldi del Ministero dell’interno, 1,6 milioni, per le dotazioni specifiche. Castello: il progetto definitivo sarà pronto entro fine anno. I lavori del duomo si concluderanno nel 2019. Perché la nostra priorità è il centro storico dove i cantieri privati sono tantissimi. E man mano che vengono tolti teli e impalcature posso dire che Mirandola sta rinascendo bellissima». —
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