Tanti candidati a succedergli «Servono progetti e primarie»
«L’ospedale unico con Carpi? No, il nostro resti integrandosi La Cispadana scelta definitiva Cosa farò Io dopo? Spero di valorizzare l’ esperienza»
MIRANDOLA. Roberto Ganzerli, Palma Costi, Giorgio Siena, e da ultimo anche Gino Mantovani, oltre al presidente del consiglio comunale Andrea Venturini. I nomi su chi nel Pd prenderà il posto di Benatti si susseguono.
Sindaco, chi la sostituirà al comando di una coalizione guidata dal Pd?
«Penso che serva prima definire quale sarà la proposta politica. Io ritengo che il Pd debba confrontarsi con l’associazionismo, con le esperienze civiche. Serve un progetto ampio, per una città che guardi al futuro...».
Teme una sconfitta?
«I sondaggi danno per rafforzato il centrodestra, non i 5 stelle, che sul territorio sono più fragili».
Servirà condivisione...
«Se ci saranno più candidati a sindaco, ad esempio, condivideremo la scelta con le primarie».
E allora in quel progetto non si potrà non parlare di ospedale, viste le recenti e diverse sortite. Facciamo l’ospedale unico con Carpi?
«Ci siamo confrontati con l’amministrazione di Carpi. Carpi si è impegnata a discutere con noi come e dove costruire il suo nuovo ospedale. Tuttavia, con questa viabilità, a Mirandola serve un ospedale, e che deve essere qualificato, così come integrato con Carpi. Poi ovviamente l’Osco e la casa della salute, in strutture coerenti con l’ospedale».
Altro tema, la viabilità. La Cispadana, ma anche le strade sul territorio che, con o senza Cispadana, lasciano a desiderare
«Sulla Cispadana mi pare che siamo giunti ad un punto fermo: la competenza è della Regione, che è impegnata a trovare i fondi per realizzare la soluzione autostradale. La superstrada o la strada a scorrimento veloce imporrebbe costi di manutenzione importanti. Sulle altre strade sono d’accordo. Serve ad esempio un punto fermo sulla Provincia. O la si abolisce davvero, o le si danno i fondi per poterla rendere efficiente».
La fusione dei Comuni?
«Resto favorevole, ma può funzionare solo se si crea un comune importante, da 50-60mila abitanti, per dialogare meglio e in modo autorevole con le istituzioni».
E lei sindaco, che farà?
«Non lo so, non ci ho ancora pensato. Certo, spero di mettere al servizio della comunità questa esperienza bella ma dura da tanti anni». —
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