Un patto tra le associazioni per gli over 50 disoccupati
Nasce dall’intesa tra due mondi, quello del volontariato e quello delle imprese, l’iniziativa che si propone di trovare lavoro a chi incontra maggiori difficoltà
Un progetto frutto di due anni di elaborazione e teso a unire l’anima del volontariato e quella del mondo delle imprese, legate nel comune intento di ridare alle persone svantaggiate un lavoro e, con esso, dignità, relazioni umane e fiducia in loro stesse e nel futuro. Si chiama “Volontariato per il lavoro” e prenderà il via mercoledì 5 dicembre alle 17.30 a Carpi, all’auditorium della biblioteca Loria, al termine dell’incontro pubblico dal titolo “Quando profit e no profit si incontrano”: a sottoscrivere l’accordo la Fondazione Casa del Volontariato, il Centro servizi per il volontariato di Modena, nove associazioni di categoria (Ascom Confcommercio, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, Confindustria Emilia, Lapam-Confartigianato, Legacoop Estense, Confesercenti) e Terre d’Argine.
Scopo del progetto, nato a partire dagli stimoli del Tavolo lavoro (coordinato dal Csv e composto da Fondazione Casa Volontariato, Porta aperta, Caritas diocesana, Dedalo onlus e Cooperativa sociale Il Mantello), è proprio quello di favorire il reinserimento lavorativo e sociale di quanti, pur non rientrando nei percorsi per l’inserimento di persone svantaggiate, necessiterebbero di accompagnamento al lavoro poiché si trovano in situazioni di disagio.
Il progetto, che avrà la durata sperimentale di due anni, e che per il primo anno si pone l’obiettivo di attivare una decina di percorsi di affiancamento, si articolerà in diverse fasi. Innanzitutto l’individuazione di soggetti dotati di motivazione e disponibilità all’apprendimento anche di nuove mansioni: ragazzi in cerca di prima occupazione, over 50 in cerca di ricollocamento e giovani donne che, abbandonato il lavoro, debbano o desiderino farvi ritorno. A questo primo step farà seguito la verifica, da parte delle Terre d’Argine, della validità delle certificazioni prodotte e la strutturazione di un percorso di conoscenza della persona, sia attraverso colloqui personali sia attraverso percorsi di volontariato, in modo tale da sperimentare le competenze trasversali di ciascun candidato. I soggetti che porteranno positivamente a termine l’esperienza entreranno a far parte di un elenco che verrà messo a disposizione delle associazioni di categoria affinché possano incrociare i profili con le richieste ricevute dalle aziende consociate.
I soggetti ritenuti idonei saranno quindi avviati a un lavoro, tramite l’accompagnamento di un tutor. Il protocollo del 5 dicembre avrà, però, anche un obiettivo ancora più ambizioso, ovvero di dare il via a una collaborazione stabile e strutturata tra mondo profit e mondo no profit impegnandosi, tra le altre cose, a organizzare progetti formativi per l’avvio di nuovi percorsi imprenditoriali e a promuovere campagne di reclutamento tra dipendenti ed ex dipendenti pensionati che possano prestare ore di volontariato. —
Valeria Cammarota
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