Colf licenziato nel 2009 L’Inps accusa pensionata di non pagare contributi
Un caso di “cartelle pazze” davanti al giudice: anziana assunse un cameriere solo per pochi mesi ma risulta ancora attivo dal 2012 al 2016
Ha lavorato nella sola primavera 2009 come cameriere alle dipendenze di una pensionata modenese, eppure risulta che la datrice di lavoro non ha pagato i contributi dal 2012 al 2016. Come è possibile? Siamo di fronte a un caso di “cartelle pazze” dell’Inps?
Si riparla dell’inquietante fenomeno che nel 2016 ha colpito 20mila italiani: una lettera arrivata all’improvviso che annunciava e denunciava i mancati versamenti del datore di lavoro per un collaboratore domestico o simili. Un fenomeno noto e del quale si è discusso tanto ma che ora a Modena viene analizzato in dettaglio in una causa in corso davanti al giudice delle udienze preliminari.
Da un lato c’è una pensionata modenese accusata di non aver versato 5.400 euro di contributi richiesti con tanto di lettera ufficiale dall’Inps. Dall’altro lato, un marocchino difeso dall’avvocato Davide Ascari, che ha sì lavorato per la pensionata ma non in quel periodo e in quelle circostanze. Dipanando la matassa dei fatti, risulta infatti accertato che il marocchino era stato assunto come cameriere dalla donna e dal marito nell’aprile 2009. Un servizio temporaneo, in accordo reciproco, che si è concluso nel giugno 2009. Poi è arrivata la Sanatoria immigrati. E il licenziamento è stato comunicato dalla famiglia con un atto firmato dal marito in delega (marito oggi separato). Tutto pareva risolto e nessuno ha mai avuto nulla da dire, fino a quando nel 2016 è stata recapitata una lettera alla donna - che vive in modeste condizioni, con una pensione minima e separata dal marito - con la richiesta di pagare contributi a quel lontano inserviente per 5.400 euro, corrispondenti al periodo di lavoro, secondo l’Inps, prestato per lei dal 2012 al 2016. La donna ha protestato: impossibile, c’era un errore. Ma la vicenda ha proseguito lungo un implacabile cammino burocratico ed è arrivata in tribunale con una denuncia e ora una richiesta di rinvio a giudizio. Che ci sia stato un errore lo sostengono sia la pensionata che l’ex cameriere, che riconosce di non aver più lavorato per la stessa datrice di lavoro. E ieri in aula è stato prodotto un documento che prova un fatto certo: l’Inps stesso sa perfettamente che il licenziamento è avvenuto nel 2009. Il giudice si è riservato di decidere se archiviare o proseguire. —
C.G.
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