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La lezione di don Ciotti a scout e fedeli «Fate squadra»

La lezione di don Ciotti a scout e fedeli «Fate squadra»

MEDOLLA. Una chiesa gremita ha accolto don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, arrivato in paese in occasione dell’avvio del percorso operativo che porterà all’apertura di un...

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MEDOLLA. Una chiesa gremita ha accolto don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, arrivato in paese in occasione dell’avvio del percorso operativo che porterà all’apertura di un emporio solidale ad inizio 2019.

Tema interessante e provocatorio quello scelto dagli organizzatori: “Superare l’esclusione - una comunità che accompagna”. E di comunità si è a lungo parlato, fino dalle prime battute del sindaco Filippo Molinari che ha voluto mettere a nudo i percorsi virtuosi compiuti in occasione del terremoto, ma anche le fatiche e i rallentamenti che il senso di comunità ha registrato mano a mano che ci si allontanava da quel 29 maggio 2012.

Non si e fatta attendere la reazione vibrante di don Ciotti, che ha richiamato la necessita di passare da una visione centrata sull’Io a quella che vede nel Noi il soggetto prioritario per la costruzione del bene comune. Il richiamo alla capacita di mettere in campo responsabilità differenti ma concorrenti ad un unico fine condiviso e stata l’occasione per orientare l’attenzione sull’ingrediente principe della ricetta di inclusione sociale: la relazione interpersonale. Tenere dentro al protagonismo sociale tutti i cittadini, consegnare loro una vera cittadinanza, attivare ciascuno nel farsi carico della comunità, sono azioni che hanno possibilità di riuscita solo se sostentate da relazioni vere e apertura all’accoglienza che don Ciotti ha definito “cuore della democrazia”.

«Darsi da fare per costruire comunità - ha sostanzialmente detto il fondatore di Libera anche durante l’incontro con gli scout - significa lavorare per il proprio benessere».

Sollecitato dalla domanda di un catechista che chiedeva come costruire percorsi educativi alla inclusione capaci di rendere più vera la fede, don Luigi ha citato le lezioni del cardinal Carlo Maria Martini, di don Tonino Bello e di don Pino Puglisi che identificavano nella credibilità della testimonianza il miglior elemento educativo verso una fede che ponga la chiesa là dove deve stare: a servizio del mondo e del suo bene e oniugando Vangelo e Costituzione ad ogni livello di impegno ed in ogni circostanza.

«L’obiettivo - ha proseguito don Ciotti - non è tanto quello della ricerca della legalità quanto la realizzazione della giustizia sociale. Cosa che richiede uno sforzo suppletivo per creare cultura condivisa a partire dalla memoria del passato e del recente presente, nonostante il suo crescente oblio nell’attuale dibattito sociale, culturale e politico». —

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