Musei universitari verso la rete nazionale
«Per i musei universitari - spiega Elena Corradini, docente di museologia a Unimore e direttore di questi istituti - gli atenei d’Italia hanno pochissime risorse e nei fondi ordinari non c’è una voce...
«Per i musei universitari - spiega Elena Corradini, docente di museologia a Unimore e direttore di questi istituti - gli atenei d’Italia hanno pochissime risorse e nei fondi ordinari non c’è una voce specifica di finanziamento. I nostri 9 musei del Polo d’ateneo, più gli altri quattro dei dipartimenti, sono importantissimi e il loro futuro sarà nel Sant’Agostino».
Il restauro dell’ex ospedale - che il 7 dicembre alle 17 inaugura il programma culturale in attesa del via libera ai lavori della Soprintendenza - è di là da venire. Il punto d’arrivo prevede per tutti i musei universitari cinque piani nel prolungamento ottocentesco di via Berengario. Lì già ha riaperto il Teatro Anatomico: «Alla conferenza dei rettori - aggiunge Corradini - abbiamo presentato un progetto per estendere la rete dei musei a livello nazionale. Speriamo di aprire presto anche lo straordinario museo di ostetrica». La docente ha parlato ieri in occasione del seminario “Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale europeo: realtà territoriale e contesto giuridico globale”, organizzato da Giurispudenza e dal Centro di Documentazione e Ricerche sull’Unione europea.
Per Riccardo Pavoni di Siena, un altro dei relatori, «l’Unesco per quanto riguarda l’Italia ora fatica ad ammettere altri beni alla lista del patrimonio dell’umanità. Come numeri la Cina si avvicina». —
S.L.
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