Gazzetta di Modena

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allerta sicurezza  

Processo Aemilia il giudice Caruso messo sotto scorta

E.L.T.
Processo Aemilia il giudice Caruso messo sotto scorta

Disposta la protezione per il presidente del maxi processo  Sosta vietata e vigilanza alzata attorno al tribunale di Reggio

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Il processo Aemilia è terminato da quasi due mesi ma il tribunale di Reggio diventa in queste ore zona rossa. Il questore Antonio Sbordone, responsabile della pubblica sicurezza, ha disposto un innalzamento del dispositivo di controllo attraverso la presenza anche di pattuglie di polizia e carabinieri e la cancellazione di stalli attorno al tribunale di via Paterlini. Un’allerta sicurezza che porta - seppur su un binario separato - anche all’attivazione di un sistema di protezione a Francesco Caruso - disposto da fuori provincia - presidente del collegio del maxi processo contro la ’ndrangheta celebrato a Reggio Emilia, ora presidente del tribunale di Bologna. Nei confronti dell’ex presidente del tribunale di Reggio, Francesco Caruso, è stato quindi attivato un servizio di tutela. Caruso, che insieme ai colleghi Cristina Beretti e Andrea Rat ha fatto parte del collegio che il 31 ottobre ha pronunciato a Reggio la sentenza del processo Aemilia, avrà dunque una protezione. È una misura disposta dalla prefettura della città di residenza del giudice, che emerge in concomitanza con le disposizioni prese per il tribunale reggiano. Nei giorni scorsi sono stati Libera e il Movimento 5 stelle a sottolineare la necessità di garantire la sicurezza ai giudici, anche dopo episodi come quello di Francesco Amato, condannato a 19 anni in Aemilia, che ha sequestrato 5 persone nell’ufficio postale di Pieve, facendo salire l’allerta. C’è stata poi recentemente l’intimidazione all'avvocato Rosario Di Legami, custode giudiziario di beni sequestrati alle mafie, molti dei quali legati sempre a Aemilia.

C’è poi il tribunale di Reggio, attorno al quale verrà creato un cordone di sicurezza che prevede la cancellazione dei parcheggi, che saranno riservati alle sole forze dell’ordine.

Da ieri, quindi, è stato attivata la “cintura” di sicurezza attorno al palazzo. In via Borsellino (tutta la via), in via Falcone negli stalli che costeggiano il perimetro del Palazzo di Giustizia, e in via Paterlini nella prima fila di stalli di sosta prospicienti l’ingresso principale dello stesso palazzo, è stato istituito infatti il divieto di sosta con rimozione. Scelta che comporterà evidenti disagi visto l’alto numero di uffici in zona. La sosta sarà consentita negli stalli in via Paterlini, in deroga ai divieti, esclusivamente alle forze dell’ordine. Il questore ha deciso che la vigilanza sarà effettuata anche con pattuglie di polizia e carabinieri e l’aiuto della municipale. I carabinieri sono già presenti in pianta stabile nelle aule. Il tribunale reggiano ha inoltre attivo da tempo il servizio di controllo con il metal detector all’entrata dopo la strage avvenuta nel 2007, quando Clarim Fejzo sparò alla moglie, da cui si stava separando, e al cognato, entrambi colpiti e uccisi in pieno giorno. —

E.L.T.



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