Rapinatore si dice pentito ma è condannato
Aveva scippato una 25enne gettandola a terra e ferendola ma poi dalla cella le scrisse una lettera di scuse Inflitta pena di quattro anni
A nulla è servito passare per rapinatore gentiluomo. Il 21enne napoletano che questa estate aveva scritto dalla cella del carcere una lettera piena di scuse verso la sua vittima, una 25enne scippata con violenza a Sassuolo, è stato condannato ieri mattina al termine di un processo con rito abbreviato. Ha preso 4 anni di carcere. La pena tiene conto del fatto che è recidivo: in passato era stato coinvolto in altre vicende giudiziarie. Lo difendeva l’avvocato Giampaolo Verna.
La rapina è avvenuta in primavera a Sassuolo. Una sera due amiche 25enni che stavano tornando verso l’auto al termine di una serata, sono state aggredite. Improvvisamente dal buio sono sbucati il 21enne e un complice. Il ragazzo ha strappato la borsetta alla sua vittima ma, di fronte alla resistenza che incontrava, l’ha spinta brutalmente a terra provocandole lesioni che hanno necessitato prima una medicazione al pronto soccorso e poi le cure.
Gli investigatori hanno indagato fino ad arrivare a lui, un 21enne napoletano con precedenti.
A quel punto è scattato l’arresto e poi la detenzione con misura di custodia cautelare al carcere di Sant’Anna. E dalla cella della casa circondariale è partita la sua singolare iniziativa.
Un giorno di agosto la vittima ha trovato nella cassetta della posta una lettera scritta a mano. L’ha aperta. Il testo l’ha lasciata stupita.
«Gentile signorina, sono quel disgraziato che ha avuto la pessima idea di portarle via la borsetta. È stato un momento di crisi avendo a casa la compagna e un bambino piccolo: ora rischio anche di perdere l’unico lavoro che ero appena riuscito a trovare. Non avevo la minima intenzione di farle del male ... non trovo altre parole per chiederle scusa».
Erano scuse scritte di pugno dal suo rapinatore, l’uomo che l’aveva gettata a terra mesi prima.
A rendere credibili le sue scuse e il suo pentimento è stata l’offerta avanzata alla vittima di un risarcimento con la sua indennità di disoccupazione. Un gesto sicuramente importante oltre che raro che indicava coscienza di quanto aveva fatto.
Ma tutto questo non ha avuto peso nel corso del processo. Il giudice ha dovuto invece valutare quello scippo diventato rapina e le sue conseguenze e soprattutto considerarlo nell’ambito della recidiva dato che il 21enne aveva alle spalle altre condanne per reati simili.
Tenuto conto di tutto questo, il processo con rito abbreviato si è concluso con una condanna di quattro anni di carcere che tiene conto già dello sconto di un terzo della pena, considerando il rito scelto.
Quattro anni sono tanti ma il 21enne non li trascorrerà (almeno per ora) in carcere. Si trova infatti agli arresti domiciliari nel suo alloggio sassolese.
Il suo difensore, avvocato Verna, presenterà appello appena saranno depositate le motivazioni del giudice delle udienze preliminari che ha condannato il suo assistito. Il pentimento comunque pare sincero e resta. —
C.G.
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