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SERRAMAZZONI 

Truffatori della legna da ardere Smascherati da marito e moglie

Daniele Montanari
Truffatori della legna da ardere Smascherati da marito e moglie

I due sono già stati protagonisti di altri raggiri organizzati in tutto il Nord Italia Sui social vendono prodotti a prezzi stracciati. «Ci hanno anche insultati»

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La truffa della legna denunciata a ripetizione tra settembre e ottobre da Striscia arriva anche a Serra, ma fallisce. È successo domenica presso un’abitazione di campagna a Pazzano di Sotto, dove una 50enne raccogliendo un avviso dal Marketplace di Facebook aveva trovato un’offerta molto vantaggiosa: legna di quercia e faggio da ardere a soli 10 euro il quintale. Ne aveva ordinati 25, che dovevano essere consegnati domenica appunto tra le 15 e le 16.

Invece gli addetti al trasporto sono arrivati alle 17.30 puntando (come già in diversi altri casi documentati da Moreno Morello) sull’oscurità che permette di confondere le cose, e i carichi. Si sono presentati con lo stesso camioncino Iveco Daily 35 immortalato da Striscia in azione nel padovano, un mezzo che da libretto non può caricare più di 10 quintali, ma che secondo i venditori ne portava il quintuplo. Tolto il tendone infatti i due (in cui la signora ha riconosciuto l’uomo in maglietta bianca e quello con giubbotto rosso già smascherati da Striscia) hanno detto che sul cassone c’erano 50 quintali: metà destinati a lei e metà a un altro acquirente nel reggiano. E hanno iniziato a scaricare.

TRUFFA SMASCHERATA

Ma la signora non era per nulla convinta, e con lei il marito: avevano acquistato 35 quintali di legna poco tempo prima e sapevano benissimo quali erano le proporzioni.

«Mio marito guardando il carico si è reso conto che non potevano essere più di 8 quintali in tutto - racconta - e perdipiù si trattava non di quercia o faggio, ma di ciliegio. Ha detto loro che non pagava più di 100 euro per quella legna, ma visto che continuavano a chiederne 250 ha proposto di aspettare un attimo per chiamare un amico a pesare. Hanno risposto che non erano d’accordo di fare il controllo e che i 250 euro li dovevamo pagare comunque, perché avevano fatto il viaggio».

Marito e moglie hanno chiesto di poter contattare il titolare della ditta per lamentarsi, e i due hanno dato il telefono di un misterioso “Benny” intimorendoli, facendo capire che era un tipo tosto con cui avere a che fare. Il marito ha chiamato lo stesso e, con figuraccia generale dei due malfattori, è squillato il cellulare che avevano lasciato nel camioncino.

«A quel punto hanno iniziato a urlare e insultarci, allora ho detto che chiamavamo i carabinieri - continua la donna - Hanno ricaricato il camioncino e sono andati subito via».

Sul posto, gli uomini del Radiomobile di Pavullo, che dalla targa del camioncino (di Foggia) raccolta dalla coppia hanno capito che era lo stesso di una puntata di Striscia. I coniugi sono andati a vederla e hanno riconosciuto gli stessi truffatori. Di qui lunedì mattina la denuncia in caserma a Serra, «per evitare che succeda ad altri». —

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