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Castelvetro Calcio, altri problemi con il Fisco

Nuova segnalazione sull’Iva per 54mila euro. L’ex tecnico: «Aspetto i rimborsi da due anni. Così lo sport perde i suoi valori»

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CASTELVETRO. Le ingenti richieste dei creditori nei confronti del Castelvetro Calcio, svelate ieri sulla base di documenti ufficiali, hanno suscitato numerose reazioni. Tutto riguarda la gestione della società fino all’estate scorsa, prima dell’arrivo del presidente Biagio Passaro, con fornitori che reclamano una cifra di circa 120mila euro e l’agenzia delle entrate che già ad inizio anno aveva chiesto lumi sul mancato pagamento degli accertamenti notificati nel biennio 2015-16 (188mila euro). L’agenzia ha bussato alla porta anche nelle ultime ore, segnalando che i controlli sul modello Iva 2017 avrebbero evidenziato errori con possibilità di sanare la posizione versando 54mila euro o, in alternativa, dimostrando la correttezza dei dati dichiarati.

Sul caso Castelvetro è intervenuto Roberto Valmori, ex allenatore del settore giovanile e presidente dell’Assoallenatori di Modena: «Queste situazioni sono sempre più frequenti a livello nazionale, basti guardare solo la nostra regione e i fallimenti di Modena, Reggiana e Cesena nell’ultimo anno. Ne deriva che siamo in piena emergenza calcistica. Il mio focus riguarda l’aspetto gestionale: la diretta conseguenza di precarietà è spesso dovuta alle modalità con cui vengono condotte molte società calcistiche. Spero che questa vicenda sia da traino per portare alla luce situazioni analoghe nel mondo del calcio a tutti i livelli, affinché si possa stimolare quanto prima una riforma strutturale del sistema e creare un sistema premiante per i club virtuosi. Il calcio è un mezzo di grande trasmissione di valori etici e morali, pertanto va tutelato e salvaguardato, non disperso».

Valmori ha spiegato anche i suoi trascorsi a Castelvetro: «Dal punto di vista sportivo il mio ricordo è positivo: quattro anni di grandi soddisfazioni e crescita, per questo ringrazio la società e tutti i giocatori. Tengo però a precisare che già a suo tempo sottolineavo che una gestione in quei termini e in quei modi avrebbe potuto portare ad un potenziale default. Mi rammarica apprendere che si sia arrivati a questa situazione preventivabile. Non nascondo che tra i vari creditori c’è anche il sottoscritto per rimborsi maturati nella stagione 2016/2017 quando allenavo gli Allievi (vincitori dello scudetto regionale e molti giocatori approdati in prima squadra) e gli Esordienti (che hanno trionfato in tutte le competizioni, dal campionato con i professionisti al Memorial Sassi), portando diversi giocatori in società professionistiche come Sassuolo e Torino. Ho parlato principalmente con Contri, poiché è tuttora l’azionista di maggioranza. Nonostante le mie pendenze, mi aveva proposto in estate di allenare la prima squadra e un mese e mezzo fa di affiancarlo nella dirigenza. La scorsa stagione, offrendomi un ruolo nel settore giovanile, mi aveva invece contattato il vicepresidente Sarnelli; quando mi congedai da Castelvetro fu uno di quelli che mi garantì il saldo dei rimborsi, ma finora né lui né gli altri hanno mantenuto la parola. A inizio novembre mi ha chiamato il nuovo “dg” Bruzzi, promettendomi che si sarebbe adoperato tramite la società per sistemare la mia posizione, ma poi non si è fatto più vivo. Da quasi due anni aspetto i miei rimborsi, penso di aver portato pazienza abbastanza. Nonostante le richieste di colloquio, visto l’ostinato silenzio, mi vedrò costretto mio malgrado anch’io a fare i passi congrui alla situazione, a tutela del mio patrimonio, della mia immagine e della mia professionalità. Sono legato a Castelvetro da ricordi sportivamente positivi, so che il presidente è nuovo e auguro che possa dare alla società il suo contribuito per sistemare la situazione, sia in campo che fuori». —

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