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Aids, a Modena 43 nuovi casi nel 2017

Aids, a Modena 43 nuovi casi nel 2017

I dati regionali fanno registrare un calo delle infezioni del 40 per cento. Ma alla diagnosi si arriva ancora troppo tardi

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In Emilia-Romagna sono sempre meno le persone che contraggono l'infezione da hiv: in 10 anni, dal 2008 al 2017, le nuove diagnosi tra i cittadini residenti sono diminuite quasi del 40%, passando da 426 a 262. Un calo costante negli ultimi anni: i nuovi casi sono stati 291 nel 2015, scesi a 285 nel 2016 e 262 (193 uomini e 69 donne) lo scorso anno, con un'incidenza del 5,9 % ogni 100.000 Abitanti.

"Una buona notizia- commenta la Regione- che potrebbe essere ancora migliore se le persone arrivassero in tempi più rapidi a scoprire di avere contratto l'infezione, perchè la diagnosi precoce consente di attivare tempestivamente cure efficaci. Ancora oggi, invece, un malato su due scopre di essere positivo nella fase avanzata dell'infezione o quando è già in aids conclamato".

L'occasione per tornare a parlare di prevenzione è il 1 dicembre, giornata mondiale contro l'Aids. Domani anche in Emilia-Romagna si svolgeranno iniziative organizzate dalle aziende sanitarie in collaborazione con le associazioni di volontariato, per informare e sensibilizzare i cittadini. In molte piazze, medici e infermieri saranno a disposizione per eseguire gratuitamente il test attraverso un tampone salivare o con una semplice puntura sul dito, naturalmente in forma anonima.

È In corso anche la campagna informativa "proteggersi sempre, discriminare mai" per coniugare prevenzione e impegno a contrastare il pregiudizio nei confronti delle persone sieropositive o malate di aids.

I dati, elaborati dal servizio prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione, fotografano la situazione dello scorso anno e dell'arco temporale 2006-2017. Esaminando l'intero periodo di sorveglianza sanitaria, tra le persone sieropositive il 74% è maschio, il 32% ha dai 30 ai 39 anni, il 69% è italiano. La classe di età più colpita è quella tra i 20 e i 49 anni (79%), i casi di sieropositività sono invece modesti tra i più giovani e negli ultracinquantenni. L'incidenza tra i maschi è 12,1 casi ogni centomila abitanti, tra le femmine è 4,1. Le persone straniere con Hiv sono poco meno di un terzo del totale (31%), sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile.


La modalità di trasmissione principale (91% nel 2017) è quella sessuale, nel 51% dei casi eterosessuale. Molto bassa la percezione del rischio tra gli eterosessuali: solo il 14% dei sieropositivi l'ha dichiarata come motivazione del test di diagnosi. Le persone giunte tardi alla diagnosi lo scorso anno sono state 150: il 57% dei nuovi casi; in particolare, al momento della diagnosi il 38% delle persone era già in aids o in una fase molto avanzata dell'infezione.

I residenti in Emilia-Romagna che hanno sviluppato la malattia conclamata, quindi l'Aids, sono stati 57 nel 2017. L'incidenza media annua, calcolata sul biennio 2016-2017, è stabile, pari a 1,5 casi ogni 100.000 Residenti. Le nuove diagnosi di Hiv, sempre nel 2017, sono state: 62 a Bologna (incidenza 6,1 ogni 100.000 abitanti); 21 a Ferrara (incidenza 6); 15 a Forlì-Cesena (incidenza 3,8); 43 a Modena (incidenza 6,1); 35 a Parma (incidenza 7,8); 19 a Ravenna (incidenza 4,8); 23 a Rimini (incidenza 6,8); 29 a Reggio Emilia (incidenza 5,4); 15 a Piacenza (incidenza 5,2).

 

Per la lotta all'Aids, in Emilia-Romagna è attiva una rete di servizi di prevenzione e assistenza. Un telefono verde permette la prenotazione, in forma anonima e gratuita, del test hiv in tutta la regione e un sito internet specifico assicura consulenze on line da parte di esperti. Sia il telefono verde che il sito offrono informazioni generali su aids, hiv, malattie a trasmissione sessuale, ma anche consigli e consulenze individuali sui comportamenti corretti e sui rischi, informazioni sulla rete dei servizi attivi in Emilia-Romagna e sul test.


"La soglia d'attenzione deve rimanere alta- afferma Sergio Venturi, assessore regionale alle Politiche per la salute- il drastico calo delle nuove diagnosi negli ultimi dieci anni è un buon risultato, e lo è anche l'incremento progressivo del numero delle persone che vivono con una diagnosi di aids grazie alle terapie antiretrovirali. Ma non possiamo accontentarci: lo scorso anno i nuovi casi di aids tra i residenti nella nostra regione sono stati 57, vorremmo che un domani non troppo lontano questo numero potesse essere azzerato".

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