Da Asilo a Vulnerabilità L’abbecedario migrante che racconta la storia
FORMIGINE. Un lavoro corale, un volume composto dalle voci di autori e autrici provenienti da mondi ed esperienze differenti, voci laiche e cattoliche. Un libro sulla migrazione e non solo, curato da Luca Barbari, presidente di Porta Aperta, e Francesco De Vanna: 45 sono le voci presenti in “Diritto al viaggio - Abbecedario delle migrazioni”, presentato in occasione del Festival delle Migrazioni.
Pensieri posati su carta, per entrare in mondi che a volte sono complicati: attraverso l’abbecedario è possibile prendere piccoli pezzi di questi mondi, un po’ alla volta. “Asilo” è la prima parola mentre “vulnerabilità” è l’ultima; si parla anche di “mafie”, con le parole di Don Luigi Ciotti, ma anche di lavoro e di esodo.
«Molte nazioni - ha spiegato il vescovo Erio Castellucci - sono nate in movimento, Europa compresa. Nell’ultimo secolo e mezzo, poi, dall’Italia sono partite decine di milioni di persone. Questi viaggi sono stati anche fonte di tensioni, di battaglie ma, di per sé, sono stati fonte di rinnovamento, vita, nuova linfa. Quando si sente parlare di decreto sicurezza - ha continuato don Erio - e lo si applica solo al tema dei migranti rimango colpito; l’uso del linguaggio non è secondario e agganciare la sicurezza solo al tema dei migranti crea un cortocircuito. Bisogna opporre le “good news” alle fake news: ci sono tantissime aziende guidate da persone di origine straniera che coinvolgono italiani, 813mila studenti stranieri che, se venissero a mancare, farebbero chiudere 3mila scuole. Per non parlare dei miliardi di contributi che mantengono 600mila pensionati. Questi sono numeri, ma dietro la matematica ci sono dei volti e noi dobbiamo partire da qui, per reagire con serenità e con fermezza».
Su questa necessità di chiarezza si basa un altro progetto di Porta Aperta, che ha già ottenuto un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio: l’idea di costituire insieme ad alcune realtà che si occupano di accoglienza, all’Università e a studiosi, un osservatorio sul sistema dell’accoglienza nel territorio modenese. «Vorremmo sistematizzare in un portale dati con riferimento alla casa, al lavoro, all’alfabetizzazione e ai luoghi di socializzazione. Questo tipo di lavoro - ha spiegato Thomas Casadei del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena - verrà costantemente sviluppato con workshop e laboratori ma, periodicamente, avrà momenti per discutere pubblicamente sui dati ottenuti da queste ricerche: solo così potremo combattere la diffusione di fake news». —
Stefania Piscitello
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