Donne e violenza sul lavoro L’Istat: «1,4 milioni di casi»
Dati choc riportati nel convegno in sala “Degli Esposti”: «Ma poche denunciano» Nel Modenese il tasso di occupazione femminile è superiore alla media nazionale
. A pochi giorni dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne anche Castelfranco affronta un tema la cui portata risulta tanto imponente quanto sottostimata: la violenza sui luoghi di lavoro. Sono infatti 1 milione e 400mila le donne che, secondo i dati Istat riportati mercoledì alla sala “Gabriella degli Esposti”, hanno subito nel corso della propria vita molestie fisiche o ricatti sessuali sul lavoro, di cui 425mila nel triennio 2013-16. Dati allarmanti che sono stati analizzati da Silvia Santunione, presidente del “Tavolo interistituzionale contro la violenza di genere”, nato a Castelfranco un anno fa.
poche denunce
Numeri che riflettono una situazione di forte disparità lavorativa e che vengono ripresi dall’avvocato Maria Virgilio, che nel corso del suo intervento parla dell’enorme percentuale di dati sommersi relativi al fenomeno. Sono infatti circa l’80,9% i casi di donne che non ne parlano con nessuno sul luogo di lavoro, mentre appena l’1,2% delle vittime si rivolge alle forze dell’ordine. «Spesso la molestia - spiega l’avvocato Virgilio - viene ancora sottostimata o sottovalutata, anche dalle persone cui per prime la vittima potrebbe rivolgersi, provocando il perpetuarsi di situazioni di sopraffazione che possono quindi crescere ed aggravarsi col tempo».
la prevenzione
«A causare la mancanza di denunce - sottolinea poi la sindacalista Cgil Tamara Calzolari - è la paura che le donne hanno di poter essere punite per la propria accusa, elemento non scontato neppure a livello legislativo dato che risale ad appena un anno fa l’entrata in vigore di una norma a tutela dell’impunibilità di chi denuncia». La sindacalista ha parlato dell’importanza della prevenzione, che può essere portata avanti sia attraverso l’esplicito rifiuto di questo tipo di comportamenti da parte delle aziende, sia con la formazione e l'informazione sul luogo di lavoro, realtà a cui diverse aziende modenesi, come la Panini, si stanno positivamente aprendo. Altro elemento sottolineato dalla sindacalista è la disparità di potere che spesso conduce al perpetuarsi di questi episodi.
il punto nel modenese
Il “gender pay gap”, ovvero la differenza retributiva tra uomini e donne, si attesta a livello nazionale attorno al 24%, percentuale che però l’assessore Massimiliano Vigarani, intervenuto alla serata in veste di statistico, ha sottolineato essere relativo data la mancanza di indagini mirate allo studio delle disparità di genere. Sono quindi dati non assoluti quelli portati al pubblico presente in sala. I tassi di occupazione femminile in Emilia Romagna e a Modena sono più alti della media nazionale, con una percentuale del 48,9% in Italia per il 2017, contro il 62,1% in Emilia Romagna e il 62,4% nella nostra provincia. Dati positivi che, se analizzati nel solo contesto modenese, mostrano come il 45,6% delle assunzioni comunicate dai centri d'impiego per il 2017 siano di donne, contro il 54,4% di uomini.
la cultura di genere
L’ultimo intervento è di Valentina Graziosi, assessore alle Pari opportunità: «L’ingresso di Castelfranco nell’Unione del Sorbara sta dando una possibilità di progettazione di più ampio respiro alle politiche sociali del comune, cosa non possibile in precedenza data la scarsità di fondi. È necessario favorire politiche di prevenzione diffuse che fornisca a sempre più donne e cittadini le conoscenze basilari: ad esempio a chi rivolgersi in situazioni di abuso e violenza». —
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