Ferrari, a Maranello una mostra per rivivere il mito del Drake
Inaugurato a Maranello lo spazio di 2.600 metri quadrati aperto fino a maggio al Museo del Cavallino e dedicato alla vita di Enzo Ferrari
MARANELLO. Un circuito che narra due leggende: Enzo Ferrari e la Rossa. A Maranello è stato inaugurato un nuovo tracciato. Non si trova all’aperto come la pista di Fiorano, ma tra le mura del Museo Ferrari. Sviluppato su tre piani e sei sale, il percorso riflette la figura del Drake dalla partenza alla bandiera a scacchi, attraversando un cammino costellato di bolidi. Fino a maggio 2019 sarà visitabile con le mostre “Passion and Legend” e “Driven by Enzo”, che mette in primo piano le vetture guidate da Ferrari in persona.
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Chi pensa sia dedicato solo alle quattro ruote rimarrà stupito nella sala “Enzo Ferrari” con cui si apre il percorso. La prima sorpresa è una moto di colore nero, di fianco a una Ferrari azzurra con una scritta trasversale a banda blu, bianca e rossa. Sullo sfondo, campeggia una massima del papà del Cavallino Rampante: «Se dovessi dire che, quando sono partito, pensavo di fare qualche cosa di più di una sola macchina direi una bugia». La parete è di un colore rosso tendente al bordeaux, ben diverso dalla tonalità “Corsa” o “Italia” con cui è conosciuta la Rossa
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«È una soluzione vintage», ha spiegato l’architetto Benedetto Camerana. Con il capo progetto Giulia Mondino, i collaboratori Mattia Greco e Francesca Griotti ha curato i restyling degli oltre 2.600 metri quadri su cui si sviluppano le mostre, «costruendo un racconto». D’annata le immagini della storia che partono dal secondo bolide della sala (stavolta di colore rosso) e proseguono lungo tutta la parete.
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Nella seconda sala, si scopre “Come nasce una Ferrari”. Da una parte, il mascherone in legno con cui è stata realizzata una berlinetta. Dall’altra, un pannello digitale illustra con contenuti multimediali le fasi dello sviluppo. Tanti modelli di Ferrari in scala su un sentiero sinusoidale fanno da guida verso l’altro lato della sala, costruita su una curva a gomito che ricorda il tracciato di Montecarlo. Da un estremo all’altro nessun cordolo, ma cinque esemplari del Cavallino Rampante e una chicca per appassionati dell’ingegneria. Sono elementi originali smontati che compongono il cuore della Rossa, tra cui il motore V12.
È l’anticamera della terza sala o “Questione di stile”. Le curiosità non mancano: dalla rivista per il primo decennale Ferrari ai documenti di alcuni possessori illustri, tra cui il jazzista Miles Davis. Il chitarrista Eric Clapton ha personalizzato una delle sei Ferrari esposte nell’area, a fianco della F40. Le scale conducono alla parte dedicata alle competizioni Racing, in cui supercar fanno d’antipasto alle vetture di Formula 1 della quinta sala.
Le monoposto sono otto e legate al nome dei nove iridati con la Rossa: Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio, Mike Hawthorn, Phil Hill, John Surtees, Niki Lauda, Jody Scheckter, Michael Schumacher e Kimi Raikkonen. Gli ultimi due non hanno vinto negli anni del Drake, a cui è dedicata la sesta e ultima sala con la mostra “Driven by Enzo”.
«Sono le automobili guidate da Enzo – ha ricordato Camerana – tutte a quattro posti, potenti, ma comode». —
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