I re dei tortellini di Modena a Palagano e Ponte Guerro
L’hotel ristorante Parco in Appennino e l’antica trattoria alle porte della città conquistano i premi più ambiti. Tra i pastifici Aia Vecchia e Angolo della Pasta
Si è svolta ieri mattina in Camera di Commercio la premiazione del Concorso “Tortellino d’Oro di Modena 2018”, un progetto della Confraternita del Gnocco d’Oro e di Artestampa, un percorso importante che ha coinvolto 70 ristoranti, 35 pastifici e gastronomie, 50 cavalieri assaggiatori della Confraternita del Gnocco d’Oro. Le categorie erano quattro: “Pastifici – Prodotto Pastorizzato”, “Pastifici – prodotto Fresco”, “Ristoranti della Gazzetta di Modena” e “Ristoranti della Confraternita del Gnocco d’Oro”. Il primo premio per la categoria “Pastifici – Prodotto Pastorizzato” è andato al Forno Aia Vecchia di Pavullo mentre il primo della categoria “Pastifici – prodotto Fresco” è stato consegnato all’Angolo della Pasta di Modena. Per la categoria “Ristoranti della Confraternita del Gnocco d’Oro” invece il fantastico terzetto è: Agriturismo Lorena di Serramazzoni (terzo posto); Strada Facendo di Modena (secondo posto) e primo l’Hotel Ristorante Parco di Palagano. Alcune menzioni speciali a Panreale (senza glutine), a Il Tortellante (per aver legato la tradizione gastronomica a un progetto di valore sociale), all’Agriturismo Beneverchio (per la dedizione nel far scoprire le tradizioni culinarie perdute), a Hosteria Giusti (per essere un punto di riferimento europeo della gastronomia modenese), a Fuori Modena (ristorante di Vicenza che propone i piatti della tradizione modenese) a Beppe Palmieri – Da Panino (per aver riportato in auge il negozio di quartiere in cui gustare le più autentiche specialità modenesi) e a Massimo Bottura – La Francescana (per essere il più grande ambasciatore di Modena nel mondo).
Uno dei frutti di questo progetto è il libro “Sua maestà il tortellino di Modena – The King”, composto da schede ed interviste dedicate a pastifici, gastronomie e ristoranti che sono stati valutati dai Cavalieri della Confraternita, con aneddoti, storie ed informazioni sui tortellini che ognuno propone ai clienti. Non è stata inserita nessuna ricetta se non nell’appendice finale, in cui si ritrovano quelle storiche come quella di Artusi, di Casa Panini o addirittura la descrizione di come mangiava i tortellini Ciro Menotti. La cerimonia ha rappresentato davvero un momento importante per tutti, per celebrare sì il tortellino ma anche per riflettere sulla necessità di proteggerlo. E come ha detto Carlo Bonacini di Artestampa parlando della storica rivalità sui tortellini tra Modena e Bologna: «Il tortellino è nostro e non ce lo toglie nessuno se rimaniamo uniti». Proprio su questa rivalità si è basata una divertente scenetta tra la famiglia Pavironica e il Dottor Balanzone, ospiti d’onore della mattinata. E i prossimi progetti di Luca e Carlo Bonacini? Sono tre: uno sul Nocino, uno sulla ciliegia ed uno sul tortellino di Bologna. —
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