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Ladri braccati fino nei boschi Due fermi dopo la colluttazione

Daniele Montanari
Ladri braccati fino nei boschi Due fermi dopo la colluttazione

Rocambolesco inseguimento notturno dei carabinieri per bloccare due banditi Un 36enne tenta di fuggire e si lancia dal ponte. Nei guai anche un ragazzino

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Banda di albanesi sgominata dai carabinieri di Pavullo con un’operazione ad alto rischio fra inseguimenti in auto e a piedi, colluttazioni e una lunga caccia all’uomo. Tutto è partito verso le 5.45 di ieri mattina sulla sp 3 in località Casa Bosi, dove i militari del Nucleo Radiomobile hanno intercettato una Mercedes nera classe A risultata rubata. Una vecchia conoscenza, già inseguita qualche giorno fa. È scattato subito il nuovo inseguimento che ha messo alle corde la banda, costretta ad accostare e a tentare una disperata fuga nei campi e nei boschi attorno.

Dall’auto, risultata rubata il 14 novembre presso un’abitazione a Marano, sono scese tre persone dandosi alla macchia, ma dopo una corsa di 2-300 metri un carabiniere è riuscito ad agguantare chi era alla guida: un 16enne, che ha reagito in maniera estremamente dura con calci e pugni. L’altro militare era ormai arrivato addosso al secondo fuggiasco, ma è tornato indietro per dare manforte al collega ed evitare che il 16enne scappasse. Nel frattempo l’allarme ha portato sul posto altri carabinieri del Nucleo Operativo che hanno iniziato una battuta di rastrellamento a caccia dei due fuggitivi. Operazione condotta con meticolosità e pazienza, tanto da dare frutti diverse ore più tardi.

IL SECONDO IN TRAPPOLA

Erano circa le 11 quando un altro componente della banda, il 36enne D.S., è stato avvistato all’altezza del viadotto dell’Estense: per tutta la notte si era nascosto nella boscaglia intorno, e pensava ormai che i carabinieri avessero desistito dalla caccia. E invece no: è partito un nuovo inseguimento a cui il 36enne ha tentato di sottrarsi buttandosi giù dal ponte (all’inizio, da un’altezza di 4 metri), ma è stato lo stesso raggiunto e immobilizzato anche in seguito ad una colluttazione. Dalle verifiche si è capito il perché di tanta foga: è risultato un individuo molto pericoloso, destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere di 1 anno e 11 mesi per cumulo di una serie di reati contro il patrimonio (tra cui rapina) e mancato adempimento a due decreti di espulsione. Si tratta infatti di un clandestino, così come il 16enne. L’uomo è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale: trascorsa la notte in caserma a Pavullo, stamattina verrà condotto in Tribunale a Modena per la direttissima, poi finirà al Sant’Anna anche per scontare la pena precedente.

Il ragazzo è stato denunciato per gli stessi motivi e in più per ricettazione, essendo stato lui alla guida dell’auto. È ora affidato a un centro di accoglienza per minori. Continuano le ricerche del terzo complice. Il sospetto è che la banda fosse in giro per furti in abitazioni ed esercizi commerciali, e che avesse intenzioni ben precise sul territorio: nell’auto sono infatti stati trovati arnesi da scasso. —



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