Maserati: due nuovi modelli entro il 2021, uno elettrico
Garantito il futuro a Modena ma ora ci sarà una complessa fase di transizione Si allunga la produzione di Gran Turismo e Gran Cabrio. Fine vita per l’Alfa 4 C
Fiat Chrysler affronta il dopo Marchionne presentando il nuovo Piano ai sindacati. Sul tavolo ieri a Torino anche il rinnovo contrattuale che riguarda pure Cnh e Ferrari per oltre 80mila lavoratori italiani di cui 6.500 a Modena. Al termine dell’incontro, al quale era presente anche l’Ad Manley, Fca ha annunciato oltre cinque miliardi di investimenti nel periodo 2019-2021e tredici nuovi modelli o restyling negli impianti italiani, con la 500 elettirca che sarà prodotta a Mirafiori, e l’obiettivo della piena occupazione raggiunto al termine del piano. Protagonista dell’incontro è stato Pietro Gorlier, responsabile per l’area Emea, vale a dire Europa, Medio Oriente e Africa.
A Modena le attese erano dirette soprattutto verso le decisioni che riguardavano il futuro dello stabilimento Maserati di viale Menotti.
E la sentenza, per quanto ancora generica e non dettagliata, si può valutare parzialmente positiva. Nello stabilimento storico del Tridente si allunga infatti la vita produttiva di Gran Turismo e Gran Cabrio e sono in arrivo due nuovi modelli entro il 2021. Esce, invece, dalla produzione l'Alfa 4 C. E quindi, «diversamente da quanto annunciato, prosegue la produzione delle Maserati Gran Turismo e Gran Cabrio, che hanno ancora richieste e saranno adeguate all'evoluzione dei mercati - ha dichiarato il segretario della Fim-Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti - oltre che per queste due vetture, Modena sarà il sito di produzione di due nuove supersportive: una Alfa e una Maserati, che saranno sviluppate tra fine 2019 e 2020, per entrare in produzione nel 2021. Almeno una delle due nuove vetture sarà prodotta in versione elettrica».
« In termini occupazionali - ha continuato Uriti - questo significa che abbiamo davanti mesi non facili per i 221 addetti alla produzione, che dal 2 novembre sono in contratto di solidarietà. Come abbiamo sempre fatto, li accompagneremo cercando di assicurare quanto più lavoro possibile allo stabilimento modenese, nell'ottica della salvaguardia retributiva dei lavoratori, anche attraverso un'equilibrata rotazione e piani di formazione. Entro fine gennaio incontreremo l'azienda per chiedere notizie più precise su numeri e prospettive dello stabilimento di Modena, che comunque mantiene la sua vocazione industriale e produttiva».
«È importante l'impegno assunto da Fca di portare nuove produzioni specialties e supersportive nello stabilimento modenese - aggiunge Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim - L'obiettivo che ci siamo sempre posti è mantenere produzioni a Modena. Questo ci è stato assicurato. Dobbiamo gestire il periodo di transizione».
«Nonostante gli eventi accaduti negli ultimi mesi e le complesse trasformazioni in corso nel settore dell’auto - ha detto Rocco Palombella, segreytario generale Uilm - Fca ha confermato il piano industriale che ci era stato presentato a Balocco dettagliandone le ricadute per l’Italia per i prossimi tre anni. Si tratta di un piano che è in grado di saturare tutti gli stabilimenti italiani. L’unico fattore problematico è legato ai tempi di industrializzazione dei nuovi modelli, che richiede numerosi mesi e che in qualche caso ci porrà di fronte alla questione di dell’approssimarsi della scadenza degli ammortizzatori». —
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