Gazzetta di Modena

Modena

pavullo 

Mozioni salva ospedale L’Unione approva, ma la sinistra si spacca

D.M.
Mozioni salva ospedale L’Unione approva, ma la sinistra si spacca

Astensione della maggioranza, mentre Stefania Cargioli e Roberta Muccini votano con le forze d’opposizione facendo passare le proposte

3 MINUTI DI LETTURA





PAVULLO. Sono passate le due mozioni pro ospedale nel Consiglio dell’Unione di mercoledì, ma con l’astensione della maggioranza e un ruolo cruciale giocato all’interno del centrosinistra dal gruppo autonomo formato da Stefania Cargioli (Pavullo) e Roberta Muccini (Polinago), che votando assieme all’opposizione hanno spostato tre quote decisive in un confronto finito 17 a 13. La prima mozione (legata alle considerazioni di Maria Cristina Bettini di “Salviamo l’ospedale di Pavullo”) chiedeva la reintroduzione del ginecologo di notte dopo la chiusura del punto nascite. È stata presentata da Fabio Caselli (Serra). «Era stato detto che togliendo il punto nascite non sarebbero stati tolti servizi: non è stato così» ha evidenziato, criticando le considerazioni legate ai costi e ai numeri («una vita non ha prezzo»). «Anche a Porretta – ha continuato – il punto nascite è stato chiuso, ma è rimasto il ginecologo h24: perché qui no? E perché non si trova personale per altri servizi dell’ospedale? Non sarà per il tipo di contratti che si fanno? Si stanno togliendo elementi essenziali per la tutela della montagna, si ha l’impressione che si voglia andare verso un grande poliambulatorio o casa della Salute. Qui non si può più nascere ma si può abortire: stiamo attenti che andando avanti così anche il nostro territorio morirà». Anche la mozione della Cargioli chiedeva la reintroduzione del ginecologo h24 ma in più un impegno a una vigilanza a 360 gradi sull’ospedale: «Bene gli investimenti su sale operatorie e Pronto soccorso, ma qui bisogna che la politica si riappropri del suo ruolo – ha rimarcato – e dia indicazioni su ciò che serve alla montagna. I tecnici devono agire su indicazione della politica, non viceversa. C’è un reparto di Ginecologia che ci avevano detto doveva essere potenziato, invece sembra un’area in dismissione. Radiologia dà l’impressione di un sottoutilizzo. E altre questioni, su cui il Frignano deve vigilare unito se vuole ottenere qualcosa». «Abbiamo un territorio di 690 chilometri quadrati con 41mila persone che non possono diventare pendolari sanitari verso la pianura – ha sottolineato la leghista Simona Magnani – i nostri nonni ci hanno lasciato un ospedale che ha valorizzato tutta l’area e dobbiamo difenderlo con le unghie e con i denti».

LA MAGGIORANZA

Il presidente Leandro Bonucchi ha spiegato di aver ricevuto poche ore prima dalla direzione sanitaria, in risposta a una sua lettera, un documento tecnico con il quadro generale un anno dopo la chiusura del punto nascite. E ha detto di volerlo mettere a disposizione di tutti per valutare meglio la situazione, invece di focalizzarsi solo su alcuni aspetti. Dello stesso avviso Paola Guiducci (Fanano), che ha spiegato così l’astensione del centrosinistra: «La richiesta solo del ginecologo h24 è limitante di fronte agli spunti che può darci questo documento – ha osservato – dovremmo metterci lì e ragionare assieme sugli aspetti tecnici e oggettivi che presenta, da cui far partire poi riflessioni politiche. Su PS e sale operatorie ci sono stanziamenti importanti che non mi sembra vadano nella direzione di un disinvestire: riflettiamoci bene».

«Non capisco la scelta dell’astensione alla luce degli investimenti – ha ribattuto la Cargioli, confermando la querelle nel centrosinistra – quello che chiede questa mozione è proprio di impegnarsi assieme per l’ospedale». Quindi il voto e l’approvazione come sopra. «Si ha l'impressione che la maggioranza si sia astenuta per non finire sotto», ha commentato Marco Caiumi (Pieve) evidenziando «la curiosa scelta del centrosinistra di Pieve sullo stesso atto: in Comune, dov’era sicuro di vincere, ha votato contro mentre qui, dove si è reso conto di poter perdere, si è astenuto».

Presente in aula anche il consigliere regionale di FI Andrea Galli: «Un ospedale che funzioni è indispensabile – ha detto – questo territorio va aiutato, non maltrattato». —

D.M.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google