Operaio morto Un’inchiesta sui responsabili
La Medicina del lavoro analizza il parapetto del cantiere sul municipio di Marmirolo Ancora da fissare i funerali del 55enne Fabrizio Borsari
MIRANDOLA. Accertamenti in corso sul cantiere del municipio di Marmirolo dove mercoledì mattina ha perso la vita Fabrizio Borsari. Il mirandolese di 55 anni, capocantiere per la ditta Fratelli Dotti Costruzioni, precipitato al suolo da un’altezza di circa 10 metri mentre si trovava sul tetto del Comune con altri tre colleghi. La Medicina del Lavoro sta ultimando le ultime verifiche prima di consegnare una dettagliata relazione in Procura, in quanto è stata aperta un’inchiesta per accertare le responsabilità sul decesso del 55enne. Come ha raccontato il suo titolare, addolorato per la morte di chi considerava una persona di famiglia (Borsari lavorava nella ditta edile di via XXV Aprile dal 1995), “Fabrizio era salito sul tetto, con una pendenza del 40 %, ed è scivolato a causa dell’isolante bagnato. Nella caduta, prendendo velocità, è andato a sbattere contro un parapetto che, nell’urto, si è spezzato. Ha cercato di aggrapparsi ad un’ascia, ma è volato giù”.
La ditta mirandolese si stava occupando del rifacimento del tetto del municipio come subappaltatrice di un’impresa di Ferrara, mentre il ponteggio era stato allestito dalla Multiservice di Parma.
Un decesso sul lavoro che ha fatto montare la polemica dei sindacati Feneal, Uil, Filca, Cisl, Fillea e Cgil. «Vogliamo rimarcare che la sicurezza sul lavoro deve essere considerata dalle imprese un investimento e non un costo, un prerequisito e non una variabile - si legge in una nota - di fronte allo stillicidio di vite umane, dobbiamo migliorare le condizioni dei lavoratori nei luoghi di lavoro e costruire una cultura della sicurezza. La sicurezza e la lotta agli infortuni sono un problema anche sociale, politico e istituzionale, perché misura il tasso di rispetto nei confronti di chi suda il salario. Dopo una giornata di lavoro, le persone hanno il sacrosanto diritto di tornare a casa sane e salve e riabbracciare le proprie famiglie».
La salma di Borsari è in Medicina Legale a Mantova e solo dopo il suo rilascio ci saranno i funerali. Fabrizio lascia la moglie Roberta e la figlia Martina, e tanti parenti ed amici, inclusi quelli del campo di addestramento cani “La Garibaldina” di Camposanto, che il 55enne, cinofilo e cacciatore, frequentava col padre. —
Valentina Corsini
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